6 ottobre 1998 Ayers Rock

L'arrivo e la "scoperta" dell'outback

 

Ore 05:00 – Veniamo svegliati perché tra un’ora viene a prenderci l’autista che dovrà portarci al domestic airport di Melbourne.

Ore 07:30 – Con l’Ansett Australia ripartiamo per Sydney. Ci danno il breakfast: uova sbattute, prosciutto cotto, mezzo pomodoro, pane burro e marmellata.

Ore 09:30 – A Sydney cambiamo apparecchio per andare ad Ayers Rock e ci danno nuovamente pane, burro e marmellata.

Ore 12:35 – Arriviamo ad Ayers Rock e, dopo aver recuperato i bagagli, abbiamo preso un autobus che, gratuitamente, ci ha portati all’hotel Desert Gardens. Finora è l’hotel che ci è piaciuto più di tutti.

Ore 15:00 – Con l’autobus abbiamo fatto il tour dei monti Olgas: prima li abbiamo visti da lontano, da un punto dove si potevano fare le foto, poi ce li hanno fatti vedere da un’altra angolazione e, infine, ci hanno fatto fare una breve passeggiata al loro interno.

Il tragitto, all’interno della gola, era già segnato e c’erano un mucchio di turisti. Altro che Australia selvaggia!

Questa zona desertica, dove altro non c’è che questi monti, l’Ayers Rock e il Kings Canyon, è turisticamente ipersfruttata, per cui ha perso, secondo me, gran parte del suo fascino. Durante il tour abbiamo conosciuto Giacomo e Milena, due neosposi di Sassoferrato, che hanno trascorso con noi tutti e tre i giorni nel deserto. L’autista dell’autobus, nonché nostra guida, si chiama Jack, parla con un accento stranissimo (non si capisce quasi nulla) e cammina tutto storto.

Ore 18:30 – Ci hanno portati a vedere il tramonto ad Ayers Rock, in un punto pieno di gente e di italiani in particolare. Nonostante ciò, il tramonto è stato bellissimo: il "roccione" ha gradualmente cambiato colore, diventando progressivamente rosso, marrone ed, infine, nero.

I monti Olgas
Ayers Rock in lontananza
Passeggiata tra la conformazione dei monti Olgas
I colori del tramonto sul monolite

 

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