7 ottobre 1998 Ayers Rock

Il mistero aborigeno

 

Ore 04:15 – La sveglia comincia a suonare, ma noi non la sentiamo fino alle 04:28. Ci vestiamo di corsa, perché alle 05:15 si parte per vedere l’alba ad Ayers Rock. Oggi, però, la giornata è cominciata male, poiché l’alba non l’abbiamo vista: Fabio voleva fare la scalata del monolito ed io, per non rimanere da sola, l’ho seguito. Senonché, mentre scalavo, ad un certo punto mi sono voltata indietro ed ho visto la ripidissima salita che avevo percorso e che al ritorno sarebbe stata discesa. Presa dal panico, mi sono messa a piangere mentre cercavo di tornare indietro. Fabio, poverino, mi ha dovuto seguire, rinunciando, così, a quello che già prima di partire per l’Australia era stato il suo sogno. In seguito, i nostri "amici" di Sassoferrato ci hanno detto che la scalata era faticosissima e non ne valeva assolutamente la pena. In compenso, io e Fabio abbiamo fatto una passeggiata intorno al roccione prima che arrivasse la massa e abbiamo visto le caverne scavate dall’acqua, i luoghi sacri per gli aborigeni e i loro graffiti. Successivamente abbiamo rifatto lo stesso giro con Jack e gli altri turisti del nostro gruppo. Era molto freddo e il vento spezzava le ossa.

Ore 09:30 – Ci siamo diretti ad un centro culturale in cui, attraverso foto, didascalie e supporti audio, abbiamo appreso la storia degli aborigeni e come essi siano stati usurpati e maltrattati dagli inglesi. In questo centro c’era anche un negozio per la vendita dei loro manufatti: noi abbiamo compratoun boomerang e tre animaletti di legno. Abbiamo preso anche un "cicchetto" da Jack, perché, per aspettare Giacomo e Milena si decidessero a fare le loro compere, abbiamo fatto tardi.

Ore 10:30 – Tornati in albergo abbiamo girato per i vari negozietti e, al take away, ci siamo mangiati le patatine fritte e un panino con salame, verdure scondite e mostarda.

Ore 12:45 – Siamo partiti per Kings Canyon, dove siamo arrivati alle 17:30. Il paesaggio che abbiamo attraversato è molto monotono, un deserto di sabbia rossa con molte piante basse, ogni tanto qualche pianta alta e, soprattutto, molte, anzi moltissime mosche.

Ore 20:00 – Abbiamo cenato con i nostri "amici" di Sassoferrato al ristorante dell’hotel. Qui in Australia i ristoranti sono a buffet: ognuno prende ciò che vuole e poi paga alla cassa una quota fissa. Noi abbiamo preso vari tipi di carne, i ravioli al tomato, il pesce, le verdure scondite, i ceci piccanti e un tortino di verdure. Infine crostatina di nocciole e torta di mele. Tutto buonissimo. Un altro particolare che ho notato è che non si usa nessun tipo do tovaglia: piatti, posate e bicchieri vengono posti direttamente sul tavolo.

Gli Olgas all'alba

Passeggiata intorno al "roccione"

 

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