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Dopo
la colazione a buffet partiamo per la visita di Canton, una città,
divisa in due dal Fiume delle Perle, con una antichissima tradizione
di commerci. Anche qui, però, di antico è rimasto ben poco e i
grattacieli hanno preso il sopravvento. Neanche le biciclette si
vedono più, mentre moto e motorini sono vietati. In compenso, c'è
un traffico incredibile. Tutta questa modernità un po' ci stupisce,
quando, finalmente, ritroviamo un po' di quello che ci aspettavamo
di vedere alla pagoda dei “Sei Baniani”,
così chiamata perché un tempo era ornata da sei ficus benjamin
(oggi ne restano solo tre). Quelle che per noi
sono piante da appartamento, qui sono alberi maestosi e secolari,
bellissimi, con grandi radici volanti. La vegetazione è la cosa che
più mi ha colpito, perché è bella, lussureggiante, decisamente
favorita da questo clima molto umido. Bellissimi anche i bonsai, che
si trovano dappertutto.
Questa
pagoda, altissima, situata nella parte ovest della città vecchia,
ha circa 900 anni ed è un tempio buddista. Si trova al centro di
una specie di giardino, per accedere al quale bisogna passare per
un'anticamera, dove sono collocate una
statua di Buddha ridente ed altre di custodi.
Nel
tempio vi sono tre statue in rame del peso di 10 tonnellate, le
quali rappresentano il passato, il presente e il futuro. Varia è la
simbologia, tra cui una svastica al contrario (emblema del bene) e i
fiori di loto, che simboleggiano l'emersione dal fango (condizione
umana), alla purezza.
Qui
ci sono una pace ed un silenzio interrotti solo dal tintinnio
costante di una campanella. L'odore d'incenso, poi, pervade ogni
luogo.
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Le tre statue del buddha |
| Un
monaco ====>>> |
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| Alcuni scorci del
tempio |
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