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Alle
11:31 partiamo dalla stazione di Ponte San Giovanni col treno
regionale per Fiumicino. A salutarci ci sono mamma, Cristina e
Simone che piange, perché vuole venire con noi. Sul treno
incontraimo la nostra amica Giovanna, sicché il viaggio si rivela
piacevole e meno lungo del solito. Dopo tante fermate e un cambio a
Tiburtina, prendiamo un nuovissimo quanto scarabocchiato treno
urbano che ci porta direttamente all’aeroporto. A Fiumicino
restiamo quasi 5 ore: arrivati verso le 15:00, pranziamo e poi,
verso le 17:00, un addetto di Chinasia ci viene incontro per
consegnarci tutti i documenti necessari per il viaggio. È a questo
punto che conosciamo due dei nostri sei compagni di viaggio: Carlo e
Anna, due arzilli signori (80 anni lui, 76 lei) che, scopriremo
presto, hanno visto e girato quasi tutto il mondo più e più volte.
Il nostro aereo Swiss Airlines decolla verso le 20 alla volta di
Zurigo, dove cambiamo per Hong Kong. E dove conosciamo gli altri
nostri compagni di avventura, ovvero Piero e Marina di Canegrate e
Domenico e Stefania di Ascoli Piceno in viaggio di nozze. Il volo
dura circa 12 ore, ma quasi non le sento perché cerco di dormire
più che posso. Ogni sedile ha il suo minischermo dove si possono
vedere film, telefilm, giochi e controllare ciò che si vede dalla
cabina di pilotaggio, oltre alla rotta che stiamo seguendo.
Atterriamo ad Hong Kong, con precisione svizzera, verso le 16 (ora
locale, in Italia sono le 10 di mattina) del 10 agosto. Una volta
sbrigate tutte le questioni burocratiche incontriamo la nostra prima
guida, Michele, che ci accompagna in albergo, bellissimo, con una
bella camera, un letto enorme e comodo. Per non parlare dei fiori
che adornano la hall: meravigliosi, opulenti e molto, molto vistosi.
Durante il tragitto in pulmino impariamo, sebbene sia molto nuvoloso
e quasi buio, che la città di Hong Kong è costituita di tre parti
principali: Hong Kong, Kowloon e i Nuovi Territori. Essendo le
montagne quasi a ridosso del mare lo spazio (per 7 milioni di
abitanti), è ristretto, ci troviamo immersi in una immensa distesa
di grattacieli, vecchi e nuovi, belli e brutti. Il clima è molto
caldo e, soprattutto, afosissimo, mentre nei locali, albergo
compreso, l'aria condizionata è “a palla”, per cui veniamo
sottoposti ad uno sbalzo termico consistente. Paradossalmente,
preferiamo stare fuori “al calduccio”,
perciò, dopo una ricca cena al buffet, usciamo per recarci al
mercato notturno. I negozi sono tutti aperti e, seppure non piova,
ci ritroviamo completamente bagnati, sia a causa dell'umidità sia
per la condensa che sgocciola dai motori dei condizionatori. Una
caratteristica che ci colpisce molto di questo posto e che non si
trova nelle foto, è la puzza: di cucina, di inquinamento e non so
di che altro. Però, al contempo, le strade sono splendenti,
pulitissime: ci sono multe salatissime per chi sporca e persino
fumare, sebbene all'aperto, è consentito solo in determinati
luoghi. Il mercatino locale non è niente di diverso dai nostri
mercati in cui di cinesi se ne trovano a iosa: tante bancarelle
appiccicate piene di oggetti più kitch che caratteristici. Verso le
23, stanchissimi, ci ritiriamo a dormire. Ho un sonno pazzesco.
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Passiamo sotto tante insegne luminose e...
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...ci dirigiamo al mercatino |
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