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Lasciata
questa oasi di pace, ci rechiamo al memoriale del dott. Sun Yatsen,
il fondatore della Repubblica Cinese. Il teatro, costruito tra il
1929 e il 1931, in realtà non è niente di speciale, se non fosse
per un profumatissimo albero di magnolia cinese che orna il parco.
Ripreso l'autobus, raggiuingiamo il parco delle "Cinque
Capre", simbolo della città di Canton: ancora
vegetazione lussureggiante e umidità pazzesca. Molte persone
vengono qui a fare ginnastica, ma oggi piove a dirotto, per cui,
turisti a parte, non si vede nessuno. A breve raggiungiamo il
mausoleo del re Nanyue, in cui si conservano i resti di un'antica
tomba reale, scoperta per caso durante i "lavori
preparatori" (leggasi abbattimento della collina)
per la costruzione di un grattacielo (mai più costruito). Nel
negozietto di questo museo vendono oggettistica artigianale e non
siamo riusciti a resistere; anche qui (come un po' dappertutto) le
commesse assaltano i turisti come fossero cavallette. La visita di
Canton termina al museo delle arti popolari, in cui sono esposti gli
elementi tradizionali dell'artigianato locale: la palla di avorio, i
quadri ricamati in seta, le porcellane con i colori di Canton. Di
corsa, ci trasferiamo all'aeroporto; pranziamo velocemente alla
cinese in un ristorante poco fuori, su un tavolo rotondo con al
centro un piano rotante in cui vengono appoggiate le varie pietanze.
Ci si serve da soli e si mangia tutto sullo stesso, miuscolo,
piatto. Poi aspettiamo l'aereo per Guilin. Inutile insistere sulla
pulizia e sull'ordine, che qui regnano sovrani.
| Il parco delle "Cinque
Capre", simbolo della città |
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| Il museo delle arti
popolari |
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| scultura in avorio |
la palla di Canton: 46 palle
annidate |
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