|
|
Questa
mattina sulla nave ci hanno svegliato di buon’ora, poiché alle
06:30 siamo entrati nella prima delle tre gole dello Yangtzè, la
gola Xiling. Dopo aver goduto dello spettacolo sulla terrazza della
nave (un po’ nebbioso per la verità) siamo scesi per fare
colazione. Prima di noi, però, era passata l’orda di cinesi in
gita che, in men che non si dica, ha svuotato il buffet.
Incredibile! La cosa curiosa è che, durante tutta la navigazione, i
cinesi non si vedranno mai, sempre rintanati nelle loro camere.
Escono solo per i pasti, come uno sciame di cavallette, mentre il
pomeriggio la nave sembra deserta.
Dopo
la colazione ci hanno divisi in gruppi per visitare la Diga delle
Tre Gole. Questa è la diga più grande del mondo, con un fronte di
km. 2,5 e un bacino di 660 km2. La sua costruzione è
stata ultimata quest’anno e ha fatto sì che molti villaggi
restassero sommersi, per essere ricostruiti più a monte,
costringendo allo spostamento 1,2 milioni di persone, per lo più
minoranze etniche. Attualmente il livello dell’acqua si è alzato
di 140 metri e alla fine dei lavori, prevista per il 2015, arriverà
a 175 metri.
Per la costruzione sono state impiegate circa 28000 persone, mentre
ora, per l’ultimazione dei lavori, ne sono impegnate circa 3000.
Per
arrivare alla diga (che oltre a produrre energia, 700 megawatt di
corrente da ognuna delle 26 turbine, è un grande business
turistico) ci mettono in un autobus insieme a dei turisti polacchi
molto simpatici. Arrivati al centro visitatori, dopo aver fatto una
specie di check-in, giriamo un po’ per questo posto che non saprei
come definire (bello? affollato? caldo?). Di sicuro il paesaggio è
stato completamente stravolto e questo turismo di massa per me è un
po’ fastidioso.
Tornati
in tarda mattinata sulla nave, assistiamo a una dimostrazione di
massaggio cinese e di
agopuntura. Tutto ciò, ovviamente,
ha lo scopo di farci pagare una seduta di massaggi e Fabio cede,
facendosi fare, dopo pranzo, un massaggio su tutto il corpo. Appena
tornato era molto soddisfatto, ma ha detto che gli effetti sono
durati ben poco. Anche i nostri compagni di viaggio cedono e Marina
è diventata una fervente sostenitrice del massaggio ai piedi. Nelle
tre ore che vanno dalle 12 alle 15 abbiamo attraversato le cinque
chiuse della diga. Per noi, attraversare le chiuse, non era la prima
volta: lo avevamo già fatto in Russia e in Egitto, anche se qui ci
avevano fatto scendere dalla nave.
Il
pomeriggio è proseguito all’insegna del relax, mentre in serata
ci siamo messi “in ghingheri” per la cena di benvenuto del
capitano.
Questi
ha fatto le foto e brindato con tutti i tavoli, mentre dopo cena il
personale della nave ha offerto ai passeggeri uno spettacolo di
danze e canti.
|