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Terminato
questo bel giro torniamo sul battello e, da lì, alla nave, dove ci
attende ancora un pranzo cinese. A me la cucina cinese piace, la
trovo leggera. I sapori dominanti sono l’agrodolce e il piccante,
mentre non esistono dolci. Mentre mangiamo si riprende la
navigazione e, più tardi, entriamo nella seconda e poi nella terza
gola dello Yangzì, chiamate Wu e Qutang. Noi ci gustiamo il
passaggio assaporando del buon tè cinese, servito in bellissime
tazze di porcellana munite di coperchio e piattino, ma senza manico.
Qui il tè si beve al posto dell’acqua, senza usare filtri,
lasciando foglie e fiori sul fondo della tazza. Inoltre, non si usa
mettere lo zucchero. È buono e dissetante ed ho notato che durante
le escursioni i cinesi girano con delle bottiglie trasparenti piene
di tè, con le foglie depositate sul fondo.
Nella
terza gola che attraversiamo, la più spettacolare, passiamo molto
vicini alle pareti delle montagne, che qui sono molto alte. Vediamo
anche tanti depositi di carbone e tante navi che lo trasportano.
Tra
queste piacevolezze arriviamo all’ora di cena, le 18:30. Le
cameriere sono vestite coi costumi tipici della minoranza etnica del
posto e i piatti che assaggiamo, un po’ più piccanti del solito,
sono anch’essi tipici. C’è un po’ di
tutto, dal pollo, all’anatra, al pesce, alla zuppa e poi tante
verdure condite alla maniera cinese e variamente speziate. Dopo
cena, altro spettacolo legato alle
tradizioni popolari di questi luoghi. Durante la serata Fabio ha
dato di nuovo sfogo alle sue curiosità, assaggiando la grappa
cinese: odore forte, molto alcolica, sapore… meglio la nostra! Io
invece, con le altre signore del gruppo, mi sono “buttata” sui
pop-corn alla vaniglia: buoni. E poi tutti a nanna. Anna e Carlo
sono stati carinissimi, perché hanno regalato ad ogni coppia del
nostro gruppo una bocca della verità fatta dalle sapienti ed abili
mani di Carlo. Che coppia incredibile!
| Scorci della navigazione e delle
gole Wu e Qutang; panorami veramente suggestivi |
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