dal 9 al 28 agosto 2009

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Sezione "Cina":

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Data:

11 agosto

Luogo:

Hong Kong

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Il simbolo di Hong KongDopo una sontuosa colazione a buffet, la nostra guida (oggi Paolo) ci porta a fare una passeggiata sul lungomare, dove si vedono i grattacieli a picco sull'acqua. Hong Kong è una metropoli di 7 milioni di abitanti in cui si parla cantonese. Essendoci poco spazio, in quanto i monti finiscono a picco sul mare, sono stati costruiti grattacieli sempre più alti e si continua a costruirne demolendo quelli più vecchi e più bassi. Anche il nostro albergo, nel quartiere di Kowloon, verrà presto abbattuto per fare posto ad un grattacielo più alto. Piove a dirotto, è un caldo molto umido e, in più, si sentono gli effetti del tifone che si è abbattuto su Taiwan pochi giorni fa.

Ripreso il nostro pulmino, arriviamo ad un tempio buddista e taoista coloratissimo e pieno di statue: c'è la tartaruga portafortuna; il ponte che, ogni volta che ci passi sopra, hai tre giorni di vita in più; la statua porta soldi, etc. Sembra di stare in un grande luna park che, in realtà, rispecchia la superstizione dei cinesi, anche se qui, mi pare di capito, non si sentono cinesi.

Gli alberi sono invasi da libellule giganti e sono tutti numerati come, nel resto della città.I sampang, le tipiche barche dei pescatori

Dopo una sosta di mezz'ora, col nostro autobus, raggiungiamo il villaggio di pescatori di Aberdeen, per fare una gita sul sampang, tipica imbarcazione locale. In realtà, dell'antico villaggio non è rimasto nulla, se non dei barconi attraccati in acqua sui quali vivono ancora i pescatori. Questa città è in continua evoluzione e sempre più moderna; di antico, o anche solo di vecchio, non è rimasto nulla.

Dopo la visita ad una fabbrica di gioielli, dove nessuno di noi ha acquistato niente (ci trattano come polli da spennare) abbiamo raggiunto il Victoria Peak , una collina adorna delle ville dei ricconi, da cui si gode un bel panorama sulla città. Qui si trova il famoso Caffè Decò, dove abbiamo pranzato. Il pranzo, menu fisso, era talmente abbondante che nessuno di noi (Fabio a parte...) è riuscito a consumarlo per intero e mi sa che si sono un po' offesi.

Pieni come porchetti all'ingrasso, siamo andati alla stazione a prendere il treno per Canton, nome “occidentale” dato alla città di Guangzhou.

La stazione funziona come fosse un aeroporto, con tanto di check-in, imbarco bagagli e controllo passaporti, in A Canton, l'umidità è tale da non riuscire a fotografare nulla quanto passare da Hong Kong alla Cina è come cambiare Stato. Il treno è pulitissimo e puntualissimo, ci sono le hostess che ci forniscono l'acqua e passano anche dei camerieri per chi vuole acquistare cibo e giornali. Durante le due ore di viaggio non faccio altro che dormire: sarà che non ho ancora smaltito il fuso orario. Arriviamo a Canton verso le 19 ed impieghiamo un'ora per sbrigare tutte le pratiche burocratiche.

All'uscita da questa grande, bella e pulita stazione troviamo Zenga, la nostra guida locale, che ci aspetta e ci mette fretta perché siamo in ritardo. Ma mica è colpa nostra! Arrivati in hotel abbiamo appena il tempo di lavarci le mani, perché dobbiamo cenare prima che chiuda il buffet. Qui cenano molto presto e solo per i turisti fanno eccezione. Che stress!

 

Lo sky line di Hong Kong... ...e quello di Kowloon

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L'ingresso del tempio Alcune delle statue
Il ponte dove, passandoci sopra, "guadagni" tre giorni di vita; ma fai attenzione a non ripassare in senso contrario altrimenti non vle più!

Lo sky-line visto da Aberdeen    ====>>>

Panorami di Hong Kong dal Victoria Peak

 

 

Il viaggio di andata

Il tempio dei 6 baniani