dal 9 al 28 agosto 2009

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Sezione "Cina":

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Data:

16 agosto

Luogo:

Shennong

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Si entra nello ShennongAnche questa mattina ci svegliano alle 06:30, ma neanche stamattina riusciamo ad andare alle lezioni di taichi che, sempre alle 06:40, si tengono sul ponte della nave. Pigroni! Verso le 08:00, subito dopo la colazione, partiamo per un’escursione sul fiume Shennong, affluente dello Yangzè. I primi 50 minuti di viaggio si fanno a bordo di un grande battello, dove già ammiriamo un bel paesaggio, seppur stravolto dall’innalzamento dell’acqua. Successivamente ci dividono in piccoli gruppi (noi siamo insieme a dei tedeschi) e ci fanno salire su piccole imbarcazioni in legno a forma di fava. La nostra (e ti pareva) imbarca acqua, ma nessuno pare preoccuparsene. Su ogni barca ci sono una guida e sei marinai (compreso il capitano) che remano, tutti appartenenti alla minoranza etnica di questi luoghi. La guida ci spiega, mentre noi ammiriamo e fotografiamo, le bellezze di questi luoghi in parte, ahimè, sommerse. La genteLe fessure nella roccia utilizzate come tombe dalle popolazioni locali di qui usa seppellire i propri defunti in sarcofagi che pone tra le fessure delle rocce. Molti di questi sono stati sommersi, mentre altri finiranno sotto quando l’acqua salirà a 175 metri; morale, ne rimarranno solo quattro o cinque. I sarcofagi venivano riposti nelle fessure in base al ceto sociale cui apparteneva il defunto: più esso era alto, più in alto veniva scelta la fessura per la sepoltura; per questo, la maggior parte delle sepolture avveniva ad un’altezza di poco superiore al livello originario del fiume ed estremamente poche erano quelle che superavano i 175 metri.

Lungo il fiume incontriamo pescatori e altra gente che ripulisce le acque dalle immondizie lasciate dalle orde di turisti. La cosa triste è che qui prima erano tutti pescatori, mentre ora usano le loro barche quasi esclusivamente a scopo turistico. Alla nostra domanda se fossero contenti degli sconvolgimenti che la grande diga ha portato alle loro terre, la guida ci fa notare che prima vivevano solo di pesca ed in case modeste, mentre ora la diga ha portato tanti turisti e, di conseguenza, molti più soldi; anche se sono stati costretti ad abbandonare le loro antiche abitazioni, ora vivono in case più grandi e più funzionali. La nostra sensazione è che non si rendono conto dello scempio che si sta consumando: la fame di energia e di soldi è davvero tanta.

Arrivati ad un tratto di fiume in cui l’acqua è più bassa, i marinai scendono dalle barche per trainarle con le funi. Una volta facevano tutto ciò completamente nudi, ora, per noi, indossano un completino azzurro. Tra di loro c’è un vecchietto di 83 anni, completamente sdentato.La navigazione nelle imbarcazioni e forma di fava

Improvvisamente accade una cosa esilarante, perché mentre le barche coi cinesi (piccoli e leggeri) passano agevolmente, noi, grossi e pesanti per aver anche imbarcato acqua, ci incastriamo e i poveri marinai suderanno le famose sette camicie per farci passare. Noi ci offriamo di scendere, ma non ce lo permettono. La guida locale si appoggia su un pezzo della barca che subito si rompe, per cui comincia ad entrare più acqua di prima… aiuto! In compenso, a differenza dell’acqua marrone dello Yangzì e di quella verde torbido del suo affluente, qui è chiara, limpida e freddissima, perché viene direttamente dalla montagna. Male che vada ci faremo un bagno… Invece no, il ritorno è molto più agevole, dato che ora scorriamo nel verso della corrente e procediamo velocemente. Anzi, i marinai delle varie barche gareggiano per arrivare primi e ad ogni occasione cercano di superarsi, mentre le guide intonano armonie e canti popolari.

 

Panorami di questo posto dove, a nostro avviso, si sta consumando un grave scempio in nome della fame di energia
La piacevole navigazione sullo Shennong
Pescatori e "spazzini" lungo lo Shennong

 

La diga delle Tre Gole

Le Gole Wu e Qutang