Repubblica di Malta

L'arrivo

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dal 30/08 al 02/09/2006

30 Agosto 2006
L'arrivo
Giardini Uppper Baracca
Republic Street
Giardini Lower Baracca
Merchant's Street e City Gate
31 Agosto 2006
Il traghetto per Gozo
Vittoria
Ramla Bay
La sera a Valletta
1 settembre 2006
Marsaxlokk
'Mdina
Rabat
Dingli Cliffs
Saint Julian's Bay
2 settembre 2006
Palazzo del Gran Maestro
Le tre città
Si torna a casa

Questa mattina alle 04:00 ci alziamo per andare a Fiumicino, dove, alle 09:20, decolla il nostro aereo per Malta. Finalmente un posto caldo, al mare. Il volo dura poco più di un’ora: attraversiamo il Mediterraneo, la bella Sicilia per poi raggiungere una grande isola brulla, dove il colore ocra domina tutto il paesaggio: siamo arrivati!

Il nostro punto di approdo è Valletta, la capitale, dove si trova il nostro albergo. Per arrivarci, però, l’esperienza è piuttosto "mistica": prendiamo un taxi (che all’aeroporto si paga prima con tariffa fissa) e, a parte il fatto che la guida è a destra e solo questo fa già impressione, il nostro autista guida come un forsennato: il cugino povero si Schumacher! Per fortuna, in 10 minuti arriviamo sani e salvi in albergo, ma ci ripromettiamo di non usare più il taxi: d’ora in poi ci sposteremo solo con l’autobus!

La via del nostro albergoL'albergo, apparentemente molto elegante, un antico palazzo accanto all’Auberge de Castille, in realtà è alquanto vecchiotto e fatiscente. Ma a noi non importa più di tanto, sia perché non abbiamo intenzione di starci molto (se non per dormire), sia, soprattutto, perché il personale è talmente gentile ed accogliente che tutto il resto non conta. Ci accorgiamo subito, per esempio, e non solo in albergo, che molti si sforzano di parlare con noi in italiano, cosa che non ci era mai capitata.

Qui parlano benissimo l’inglese, mentre il maltese, che somiglia molto all’arabo (credo) è intriso di termini inglesi, italiani, francesi e subito si capisce l’influsso delle varieL'Auberge de Castille dominazioni straniere. I nomi delle vie, poi, come tutte le indicazioni, sono scritte in queste che sono le due lingue ufficiali. Ho scoperto, poi, che il maltese era una lingua solo parlata e che sono stati i Cavalieri di San Giovanni a volerla tradurre in forma scritta. Ecco perché, anche se suona un po’ come l’arabo, è scritta con un alfabeto latino. Molto interessante!

Ho detto che l’albergo si trova accanto all’Auberge de Castille: l’Ordine dei cavalieri di San Giovanni era diviso in 8 nazionalità (provenzale, italiana, anglo-bavarese, di Castiglia e León, di Germania, di Francia, di Aragona, di Alvernia) e ciascuna aveva, appunto, il suo auberge, un palazzo in cui i cavalieri pregavano, pranzavano, dormivano e trascorrevano gran parte delle loro giornate. Qui a Valletta l’impronta dei cavalieri si respira ovunque: nelle chiese, nelle strade, nelle fortificazioni e nella forte religiosità della gente.

 

Panorama dalla piazza dell'albergo

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Una viuzza del centro

 

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