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Repubblica di Malta |
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L'arrivo |
dal 30/08 al 02/09/2006 |
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Questa mattina alle 04:00 ci alziamo per andare a Fiumicino, dove, alle 09:20, decolla il nostro aereo per Malta. Finalmente un posto caldo, al mare. Il volo dura poco più di un’ora: attraversiamo il Mediterraneo, la bella Sicilia per poi raggiungere una grande isola brulla, dove il colore ocra domina tutto il paesaggio: siamo arrivati! Il nostro punto di approdo è Valletta, la capitale, dove si trova il nostro albergo. Per arrivarci, però, l’esperienza è piuttosto "mistica": prendiamo un taxi (che all’aeroporto si paga prima con tariffa fissa) e, a parte il fatto che la guida è a destra e solo questo fa già impressione, il nostro autista guida come un forsennato: il cugino povero si Schumacher! Per fortuna, in 10 minuti arriviamo sani e salvi in albergo, ma ci ripromettiamo di non usare più il taxi: d’ora in poi ci sposteremo solo con l’autobus!
Qui
parlano benissimo l’inglese, mentre il maltese, che somiglia molto all’arabo
(credo) è intriso di termini inglesi, italiani, francesi e subito si
capisce l’influsso delle varie Ho detto che l’albergo si trova accanto all’Auberge de Castille: l’Ordine dei cavalieri di San Giovanni era diviso in 8 nazionalità (provenzale, italiana, anglo-bavarese, di Castiglia e León, di Germania, di Francia, di Aragona, di Alvernia) e ciascuna aveva, appunto, il suo auberge, un palazzo in cui i cavalieri pregavano, pranzavano, dormivano e trascorrevano gran parte delle loro giornate. Qui a Valletta l’impronta dei cavalieri si respira ovunque: nelle chiese, nelle strade, nelle fortificazioni e nella forte religiosità della gente.
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