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Repubblica di Malta |
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Marsaxlokk |
dal 30/08 al 02/09/2006 |
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Al
terminal bus acquistiamo il biglietto giornaliero, grazie al quale
possiamo viaggiare e cambiare tutti gli autobus che vogliamo senza dover
più pagare altro. In realtà, però, ci accorgiamo ben presto che questo
biglietto, che costa 1,50 lire, non conviene affatto, in quanto le corse
costano solo pochi centesimi. Per spostarsi in quest’isola l’autobus
è un ottimo mezzo, perché, sebbene all’interno siano tutti vecchi,
scomodi e scassati, il biglietto costa poco, sono puntuali, la rete è
capillare e si riesce ad arrivare un po’ dappertutto. Senza considerare
il fatto che consente di immergersi proprio nella vera vita maltese. Per
usare una metafora, potremmo dire che gli autobus rispecchiano un po’ le
caratteristiche di questo popolo: ad una trasandatezza degli interni che
ricorda molto il mondo arabo, si contrappone una puntualità ed una
precisione tutta inglese. Le fermate non indicano mai l’orario in cui
passerà una determinata linea, ma se ti siedi ad aspettare e se hai già
studiato prima tra quanto dovrà passare, stai tranquillo che in pochi
minuti passerà. Durante il tragitto tra Valletta e Marsaxlokk, il
villaggio di pescatori che sarà la nostra prima meta, osserviamo un altro
forte contrasto tra le case, basse e lineari, molto simili a quelle arabe,
tutte costruite con la dorata globigerina, e le chiese, estremamente
ricche e maestose con cupole e Per arrivare a Marsaxlokk, inserito in una baia a sud-est dell’isola, grazie al nostro autobus facciamo un bel giro panoramico. A parte la gran puzza di letame che impregna tutte le strade (in fondo, qui siamo in campagna!) passata Marsa, la periferia sud di Valletta, con un porto molto carino, arriviamo a Paola, una zona residenziale fondata nel 600, diventata famosa per il ritrovamento dell’ipogeo di Hal Seflimi. La confinante Tarxien, invece, è famosa per i tre templi megalitici ivi ritrovati; io e Fabio, durante il viaggio di ritorno, siamo veramente indecisi se fermarci a visitarli, ma decidiamo, alla fine, per il no, in quanto il nostro progetto odierno è talmente intenso che, se ci aggiungiamo anche questo, non riusciremo mai a portarlo a termine! Pazienza, vorrà dire, ancora una volta, che dovremo tornarci. Il
nostro autobus prosegue per Zejtun, una delle dieci parrocchie fondate nel
1436. Un tempo questa zona era circondata da olivi (zejtun significa olio)
che oggi, però, sono scomparsi. Finalmente, dopo circa 20 minuti di
viaggio l'autobus ci lascia a Marsaxlokk (questo nome è impronunciabile),
che si trova in una insenatura della baia omonima ed è il porto
peschereccio maltese più attivo. Il centro abitato si allinea lungo il
fronte mare, il quale è pieno di barche e, soprattutto, dei famosi luzzu,
L’incanto del posto è rovinato da una ciminiera gigantesca che spunta dalla costa, di fronte alla quale si trova un terminal container: opere bruttissime, segno dell’industrializzazione della zona. Quasi sul fronte mare si affaccia anche la ottocentesca chiesa del paese, Nostra Signora di Pompei, che si trova nella piazza dove arrivano gli autobus, e da dove noi ripartiamo per tornare a Valletta.
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