Repubblica di Malta

Marsaxlokk

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dal 30/08 al 02/09/2006

30 Agosto 2006
L'arrivo
Giardini Uppper Baracca
Republic Street
Giardini Lower Baracca
Merchant's Street e City Gate
31 Agosto 2006
Il traghetto per Gozo
Vittoria
Ramla Bay
La sera a Valletta
1 settembre 2006
Marsaxlokk
'Mdina
Rabat
Dingli Cliffs
Saint Julian's Bay
2 settembre 2006
Palazzo del Gran Maestro
Le tre città
Si torna a casa

Il porto con i luzuOggi la nostra giornata comincia un po’ prima (ma non molto, si dorme così bene…) rispetto a ieri, con la solita "modesta" colazione nello splendido scenario della terrazza sul tetto dell’hotel.

Al terminal bus acquistiamo il biglietto giornaliero, grazie al quale possiamo viaggiare e cambiare tutti gli autobus che vogliamo senza dover più pagare altro. In realtà, però, ci accorgiamo ben presto che questo biglietto, che costa 1,50 lire, non conviene affatto, in quanto le corse costano solo pochi centesimi. Per spostarsi in quest’isola l’autobus è un ottimo mezzo, perché, sebbene all’interno siano tutti vecchi, scomodi e scassati, il biglietto costa poco, sono puntuali, la rete è capillare e si riesce ad arrivare un po’ dappertutto. Senza considerare il fatto che consente di immergersi proprio nella vera vita maltese. Per usare una metafora, potremmo dire che gli autobus rispecchiano un po’ le caratteristiche di questo popolo: ad una trasandatezza degli interni che ricorda molto il mondo arabo, si contrappone una puntualità ed una precisione tutta inglese. Le fermate non indicano mai l’orario in cui passerà una determinata linea, ma se ti siedi ad aspettare e se hai già studiato prima tra quanto dovrà passare, stai tranquillo che in pochi minuti passerà. Durante il tragitto tra Valletta e Marsaxlokk, il villaggio di pescatori che sarà la nostra prima meta, osserviamo un altro forte contrasto tra le case, basse e lineari, molto simili a quelle arabe, tutte costruite con la dorata globigerina, e le chiese, estremamente ricche e maestose con cupole eIl porto e il mercatino campanili che svettano, dominando le città. Un contrasto piuttosto forte, dovuto, crediamo, alla religiosità fortemente sentita da questo popolo, oltre che, naturalmente, alla dominazione di un ordine religioso. Concludo queste divagazioni con un altro contrasto, che riguarda la pulizia: i centri storici di tutte le città, bellissimi, sono estremamente puliti, ma basta allontanarsi di pochi metri per trovare vetri rotti, sacchi di immondizia, plastica e schifezze di ogni genere. Spesso questo succede anche da noi in Italia, ma mai, spero, in maniera così accentuata!

Per arrivare a Marsaxlokk, inserito in una baia a sud-est dell’isola, grazie al nostro autobus facciamo un bel giro panoramico. A parte la gran puzza di letame che impregna tutte le strade (in fondo, qui siamo in campagna!) passata Marsa, la periferia sud di Valletta, con un porto molto carino, arriviamo a Paola, una zona residenziale fondata nel 600, diventata famosa per il ritrovamento dell’ipogeo di Hal Seflimi.

La confinante Tarxien, invece, è famosa per i tre templi megalitici ivi ritrovati; io e Fabio, durante il viaggio di ritorno, siamo veramente indecisi se fermarci a visitarli, ma decidiamo, alla fine, per il no, in quanto il nostro progetto odierno è talmente intenso che, se ci aggiungiamo anche questo, non riusciremo mai a portarlo a termine! Pazienza, vorrà dire, ancora una volta, che dovremo tornarci.

Il nostro autobus prosegue per Zejtun, una delle dieci parrocchie fondate nel 1436. Un tempo questa zona era circondata da olivi (zejtun significa olio) che oggi, però, sono scomparsi. Finalmente, dopo circa 20 minuti di viaggio l'autobus ci lascia a Marsaxlokk (questo nome è impronunciabile), che si trova in una insenatura della baia omonima ed è il porto peschereccio maltese più attivo. Il centro abitato si allinea lungo il fronte mare, il quale è pieno di barche e, soprattutto, dei famosi luzzu, La chiesa di Nostra Signora di Pompeiimbarcazioni blu con linee gialle, rosse, bianche e verdi e gli occhi di Osiride a prua a proteggerle dalle cose cattive. È molto bella questa baia, così colorata e allegra. E poi c’è una pace, una calma che mi fanno venire voglia di rimanerci. Incontriamo pescatori che aggiustano le barche, altri che sistemano le reti e poi arriviamo ad un mercatino dove sono esposti i famosi merletti maltesi. Naturalmente, non posso resistere…

L’incanto del posto è rovinato da una ciminiera gigantesca che spunta dalla costa, di fronte alla quale si trova un terminal container: opere bruttissime, segno dell’industrializzazione della zona.

Quasi sul fronte mare si affaccia anche la ottocentesca chiesa del paese, Nostra Signora di Pompei, che si trova nella piazza dove arrivano gli autobus, e da dove noi ripartiamo per tornare a Valletta.

 

Il porto
La chiesa di Nostra Signora di Pompei

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le vie interne del paese

 

'Mdina
La sera a Valletta

 

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