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La
nostra prossima destinazione è ‘Mdina, ma non ci sono collegamenti
diretti da qui, per cui dobbiamo tornare nella capitale e cambiare
autobus. Siamo fortunati perché riusciamo a fare il cambio velocemente,
senza dover aspettare. Per arrivare a ‘Mdina attraversiamo, come prima
tappa, la città di Marsa e poi Santa Venera e Attard.
L’antica
capitale, situata su una collina piuttosto alta, ci si presenta bella,
imponente e maestosa. Anch’essa fortificata, è accessibile attraverso
due porte: la Main Gate e la Greek’s Gate. Il nostro autobus ci lascia
un po’ fuori città e, nel raggiungerla veniamo attratti da un quartiere
coloratissimo, adorno di pennoni e stendardi, con due statue poste di
fronte alla chiesa. Scopriamo poi essere il quartiere di Sant’Agostino,
che collega ‘Mdina a Rabat, distanti
500 metri una dall’altra. Dopo che Fabio si è bevuto il suo primo
Kinnie della giornata (una curiosità: qui i distributori automatici
distribuiscono ancora le bottiglie di vetro) finalmente varchiamo la Main
Gate in Piazza San Publijus, dove si affacciano la "Tower of the
Standard", le ‘Mdina Dungeous (le celle dell’antica prigione) ed
il bel palazzo Vilhena, che ospita il museo di Storia Naturale. Inutile
dire che questa zona è zeppa di turisti e di carrozzelle che ti offrono
tour di mezz’ora a chissà quale modica cifra. Fortunatamente si
avvicina l’ora di pranzo e ben presto il caos sparisce. Dietro la
piazza, proseguendo per Villageignon Street incontriamo la carinissima
cappella di Sant’Agata e poi conventi, palazzi e antiche abitazioni.
Questa è la città con il tessuto urbano medievale meglio conservato dell’isola
e non è raro trovare esempi di architettura normanna, come ad esempio,
Palazzo Falzon. Mantenendoci sulla via principale
raggiungiamo presto la cattedrale di San Paolo, equilibrato esempio di
barocco maltese, sintesi delle influenze romana,
siciliana e rinascimentali italiane. Sulla piazza antistante la chiesa si
affacciano casette molto carine, mentre a destra si trova la piazza con il
palazzo dell’Arcivescovato. C’è da dire che nel 1693 Mdina è stata
vittima di un terremoto che ha distrutto moltissime opere ed edifici, che
poi i Cavalieri hanno provveduto a ricostruire.
Sono
le 13:00 e la cattedrale riaprirà solo tra un’ora, per cui decidiamo di
perderci un po’ per le viuzze strette e pulite, fino ad arrivare alla
cinta muraria da cui si gode uno splendido panorama, che spazia da
Marsaxlokk a Valletta, a Mosta, di cui è ben visibile la cupolona.
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