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Repubblica di Malta |
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Republic Street |
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dal 30/08 al 02/09/2006 |
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Inutile dire dello splendore di questa chiesa cinquecentesca: ad un esterno piuttosto semplice e lineare si contrappone un interno magnificente, ricco, ricchissimo di affreschi, stucchi, decorazioni di vari colori e materiali assolutamente sontuoso. I turisti che entrano in chiesa, di solito in canotta e calzoncini, vengono muniti di teli per coprirsi. Anche a Fabio hanno dato un grembiulino per coprire le gambe! Inoltre, qui non si può entrare con i tacchi a spillo, che potrebbero rovinare le quasi 400 lapidi marmoree di cui è fatto il pavimento, che custodiscono le tombe di altrettanti cavalieri. Alla
navata centrale si affiancano delle cappelle laterali, una per ciascuna
nazionalità dei cavalieri; la volta è affrescata con 18 episodi della
vita di San Giovanni, mentre, dietro l’altare, proprio sopra il coro
ligneo, campeggia un'enorme scultura, il Battesimo di Cristo, che ricorda
moltissimo Bernini. Ma l’opera che mi ha veramente commossa e lasciata
senza fiato si trova nell’oratorio ed è la pala d’altare (gigantesca)
con la decollazione di San Giovanni Battista di Caravaggio. Un’opera
intensa, sembra parlare, con quella luce particolare, quei colori, quei
volti… sono stata a rimirarla con le lacrime agli occhi per mezz’ora
e, se Fabio non mi avesse trascinato via, credo che starei ancora lì! Di
fronte a questa meraviglia c’è un altro dipinto di Caravaggio, molto
più piccolo ma comunque grande, ed è San Gerolamo. Sembra incredibile,
ma il volto del santo Fatto un rapido giro nel museo, dove sono custoditi splendidi arazzi, antichi paramenti sacri ricamati con oro e argento, dipinti e tante altre ricchezze, siamo usciti di nuovo in strada alla ricerca di qualcosa da mangiare. Nel chiosco di un venditore ambulante abbiamo comprato (e mangiato) il famoso hobz bizet, panino farcito con tonno, olive, pomodoro, lattuga e cipolla. Una squisitezza! Un’altra cosa "strana", ma buona, che abbiamo mangiato è un tortino farcito con una crema di (credo) piselli e fave. Già soltanto dai panini, che consumiamo per strada, si capisce che qui si mangia bene! Passeggiando abbiamo modo di vedere la Biblioteca Nazionale e, più avanti, il Palazzo del Gran Maestro che, insieme al Museo dell’armeria, custodisce tesori indicibili. Purtroppo, però, il Palazzo è già chiuso e decidiamo di rimandare la visita, se ci sarà tempo, ad un altro giorno.
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