Repubblica di Malta

Republic Street

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dal 30/08 al 02/09/2006

30 Agosto 2006
L'arrivo
Giardini Uppper Baracca
Republic Street
Giardini Lower Baracca
Merchant's Street e City Gate
31 Agosto 2006
Il traghetto per Gozo
Vittoria
Ramla Bay
La sera a Valletta
1 settembre 2006
Marsaxlokk
'Mdina
Rabat
Dingli Cliffs
Saint Julian's Bay
2 settembre 2006
Palazzo del Gran Maestro
Le tre città
Si torna a casa

Vista su Republic StreetCon la vista già piena di tanta bellezza ci infiliamo in Republic Street, la via principale della città, che pullula di gente e di negozi. Circa a metà strada, dopo aver superato le chiese di Santa Barbara e di San Francesco e l’Auberge de Provence (che ospita il Museo Archeologico Nazionale) arriviamo alla co-cattedrale dedicata a San GiovanniL'Auberge de Provence sede del Museo Archeologico Nazionale Battista, il Santo Patrono dei Cavalieri di Malta. È una co-cattedrale in quanto, dal 1816, condivide il ruolo con Saint Paul a Mdina, l’antica capitale.

Inutile dire dello splendore di questa chiesa cinquecentesca: ad un esterno piuttosto semplice e lineare si contrappone un interno magnificente, ricco, ricchissimo di affreschi, stucchi, decorazioni di vari colori e materiali assolutamente sontuoso. I turisti che entrano in chiesa, di solito in canotta e calzoncini, vengono muniti di teli per coprirsi. Anche a Fabio hanno dato un grembiulino per coprire le gambe!

Inoltre, qui non si può entrare con i tacchi a spillo, che potrebbero rovinare le quasi 400 lapidi marmoree di cui è fatto il pavimento, che custodiscono le tombe di altrettanti cavalieri.

Alla navata centrale si affiancano delle cappelle laterali, una per ciascuna nazionalità dei cavalieri; la volta è affrescata con 18 episodi della vita di San Giovanni, mentre, dietro l’altare, proprio sopra il coro ligneo, campeggia un'enorme scultura, il Battesimo di Cristo, che ricorda moltissimo Bernini. Ma l’opera che mi ha veramente commossa e lasciata senza fiato si trova nell’oratorio ed è la pala d’altare (gigantesca) con la decollazione di San Giovanni Battista di Caravaggio. Un’opera intensa, sembra parlare, con quella luce particolare, quei colori, quei volti… sono stata a rimirarla con le lacrime agli occhi per mezz’ora e, se Fabio non mi avesse trascinato via, credo che starei ancora lì! Di fronte a questa meraviglia c’è un altro dipinto di Caravaggio, molto più piccolo ma comunque grande, ed è San Gerolamo. Sembra incredibile, ma il volto del santoLa Biblioteca Nazionale "parla" e, piuttosto che un dipinto, pare una fotografia. Sono uscita dall’oratorio con i brividi.

Fatto un rapido giro nel museo, dove sono custoditi splendidi arazzi, antichi paramenti sacri ricamati con oro e argento, dipinti e tante altre ricchezze, siamo usciti di nuovo in strada alla ricerca di qualcosa da mangiare.

Nel chiosco di un venditore ambulante abbiamo comprato (e mangiato) il famoso hobz bizet, panino farcito con tonno, olive, pomodoro, lattuga e cipolla. Una squisitezza! Un’altra cosa "strana", ma buona, che abbiamo mangiato è un tortino farcito con una crema di (credo) piselli e fave. Già soltanto dai panini, che consumiamo per strada, si capisce che qui si mangia bene! Passeggiando abbiamo modo di vedere la Biblioteca Nazionale e, più avanti, il Palazzo del Gran Maestro che, insieme al Museo dell’armeria, custodisce tesori indicibili. Purtroppo, però, il Palazzo è già chiuso e decidiamo di rimandare la visita, se ci sarà tempo, ad un altro giorno.

 

La co-cattedrale

ingresso laterale su Republic Street

i meravigliosi interni
il pavimento formato da oltre 400 lapidi tombali
La chiesa di San Francesco La chiesa di San Francesco
I due ingressi del 

Palazzo del Gran Maestro

 

Giardini Lower Baracca
Giardini Upper Baracca

 

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