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Matera 28 e 29 aprile 2007 |
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Arriviamo |
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Matera, terra dei Sassi. Per alcuni, forse molti, famosa più per il film "The Passion" di Mel Gibson che per le sue bellezze uniche. Dopo sette ore di viaggio e 50 chilometri di "calvario" (tanto per rimanere in tema) di Salerno-Reggio Calabria arriviamo, stremati ed affamati, alla nostra meta. Il parcheggio per le auto si trova nella parte bassa, e moderna, della città, per cui, a piedi, ci incamminiamo verso il centro, seguendo le indicazioni del gentilissimo custode del parcheggio. Il primo punto che tocchiamo della città storica è che, scopriremo poi,si trova nella zona del Piano. Una piccola digressione: la città vecchia di Matera è divisa in quattro zone denominate, rispettivamente, il Piano, appunto, che è quella più "moderna" (risale al Rinascimento) e si sviluppa in pianura, la Civita, la collina che domina la città e su cui si erge il Duomo, e i due Sassi, Caveoso e Barisano, che si sviluppano rispettivamente a est e a ovest della città. In piazza del Sedile chiediamo informazioni per raggiungere il nostro albergo, che si trova proprio nella Civita. Intraprendiamo una salita che la stanchezza ci rende più faticosa di quello che non sia, ma, arrivati in cima, si offre ai nostri occhi uno spettacolo che ci fa dimenticare tutte le fatiche. Proprio di fronte alla bellissima costruzione del Duomo si estendono, in un panorama mozzafiato, le costruzioni del Sasso Barisano e di colpo ci si trova catapultati indietro nel tempo di 2000 anni.
Tutto è così surreale, immerso in un dolce silenzio, non automobili, non persone, ma casette in pietra scavate nella pietra. Il buio, poi, e la tenue illuminazione pubblica, rendono l'effetto ancora più poetico. Rimaniamo un po' di tempo incantati, a guardare, senza parole, quasi senza fiato. Poi, risvegliati dai "morsi" della fame, ci rechiamo al nostro albergo (un ex convento situato proprio dietro il Duomo) per posare le valigie e sistemarci un po'. Ceniamo in un localino molto carino, che si trova nella zona del Piano, e mangiamo veramente bene: cavatelli alle olive e agnello alla materana. Si capisce subito che la cucina locale è buona, semplice e saporita. Usciti dal ristorante, tanto per digerire, facciamo due passi attraverso i vicoli del Barisano, e di nuovo ci addentriamo in un viaggio nel tempo. La fortuna dei Sassi deriva dal fatto che, dal 1993, sono patrimonio protetto dall'UNESCO e, tolti dallo stato di degrado ed abbandono in cui versavano, sono stati restaurati ed hanno ritrovato tutta la loro dignità e bellezza.
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