|
|
Il viaggio di
andata
La giornata di oggi
è stata particolarmente sfigata, ma, alla fine, abbiamo vinto noi!
Intanto abbiamo fatto tre nuove esperienze: l'ingorgo sul Grande
Raccordo Anulare (due ore per fare 5 chilometri); la perdita
dell'aereo (ovviamente siamo arrivati tardi) e l'acquisto di un
nuovo biglietto con una compagnia diversa da quella di origine.
Abbiamo preso il primo aereo che partiva per la Polonia
spendendoquasi come se avessimo viaggiato con una compagnia normale.
Siamo arrivati in Polonia con mezza giornata di ritardo rispetto
alla nostra tabella di marcia, in una città diversa da quella
prevista: avremmo dovuto decollare alle 11:00 per arrivare a
Cracovia verso l'ora di pranzo e poi girare la città tutto il
pomeriggio; nella realtà alle 11:00 siamo arrivati a Ciampino dove
abbiamo fatto due ore di fila, da sommare alle due sul raccordo, per
acquistare un nuovo biglietto (tra l’altro, in aeroporto c’è
una disorganizzazione piuttosto fastidiosa). Il nostro aereo è
decollato con un'ora di ritardo ed atterrato a Katowice (città a
noi, e alla nostra guida, praticamente sconosciuta) alle 17:00,
giusto in tempo per perdere il primo autobus utile per Cracovia
Abbiamo atteso ancora due ore prima di poter prendere il pulmino e,
finalmente, quasi alle nove di sera, arrivare stanchi morti alla
stazione centrale di Cracovia. Come primo giorno niente male direi!
Però, nella sfortuna, siamo stati fortunati nel conoscere una
ragazza che ci ha fatto da interprete con gli autisti dei minibus:
se non fosse stato per lei, probabilmente saremmo rimasti seduti
sulla panchina dell'aeroporto ad aspettare di capirci qualcosa…
Anzi no: avremmo preso un taxi e speso un mucchio di soldi! Ma non
è finita qui, perché poi, dalla stazione di Cracovia, abbiamo
dovuto raggiungere il nostro albergo: dalla mappa si capiva che era
vicino, ma non si capiva che la stazione (tra l’altro molto bella)
è un labirinto quasi inestricabile! La tentazione di prendere un
taxi è stata forte, ma no, "dobbiamo farcela", ci siamo
detti, "e poi, oggi, abbiamo già speso un mucchio di soldi di
troppo". Così, scendendo delle scale ci siamo ritrovati
immersi in un gigantesco centro commerciale, bellissimo, sviluppato
su 3 livelli, con un’infinità di negozi stupendi. Mi sa che
nemmeno il Crown di Melbourne era così grande. Fatto sta che uscire
di qui non è stato per niente facile, anche perché le indicazioni
in inglese scarseggiano e col polacco… lasciamo perdere! Dopo
lungo peregrinare, finalmente siamo tornati a rivedere le stelle, o
meglio, le nuvole, perché pioveva a dirotto. Una volta riusciti ad
orientare la cartina, è stato un gioco da ragazzi trovare l’albergo.
Ma che fatica! Siamo arrivati completamente fradici, stanchi morti e
affamati. In compenso l’albergo è piuttosto carino ed è dotato
di un bel ristorante che resta aperto fino alle 23:00. E meno male,
perché noi sapevamo che qui si cena molto presto. Abbiamo mangiato
delle zuppe buonissime: la mia aveva un brodo rosso (probabilmente
barbabietole) e dei ravioli di carne, mentre quella di Fabio,
"leggerissima" conteneva uova sode, pancetta affumicata,
carne di vitello e funghi. Poi ho avuto la brillante idea di
ordinare un'omelette, che, essendo inserita tra gli antipasti,
credevo fosse piccola: mi sono ritrovata a mangiare una frittatona
gigantesca ripiena di funghi e ci ho messo tutta la notte per
digerirla… Fabio ha preso uno stufato di vitello al pepe verde e
funghi, molto buono. Al contrario di me, lui ha uno stomaco
resistente e, nonostante le "leggerezze" ingurgitate, ha
dormito benissimo! Vendo il abbiamo subito capito che qui si spende
poco: cenare nel ristorante dell’albergo ci è costata soltanto 79
zloti, pari a poco più di € 20. Finito di mangiare, veramente
stravolti, siamo andati a dormire. Cracovia dovrà attendere e poi,
considerata la giornata di oggi, non può che andare meglio…
speriamo.
|