dal 9 al 23 luglio 2007

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Sezione "Polonia":

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Data:

21 luglio

Luogo:

Poznan

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Chimera

- Zuppa di cipolle (Zupa cebulowa)

- Salmone con salsa al pepe verde (Losos)

- Spiedini di carne di maiale (Szasz. z bia. mie - la traduzione l'abbiamo trovata solamente abbreviata)

Dove abbiamo dormito:

Hotel NOVOTEL Poznan Centrum

Link utili:

www.polonia.it

www.intercity.com.pl/en/main

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Del nostro viaggio ha parlato un giornale locale, leggi l'articolo...

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Poznan: La lotta dei caproni e poi in giro fino allo zoo

 

La "lotta dei caproni"Mancano ancora 20 minuti all’evento, ma vediamo che la gente già si apposta per godersi lo spettacolo, così anche noi facciamo altrettanto. Allo scoccare del mezzodì si aprono le porticine della torre e vengono fuori due caproni (credo di legno), che, con movimenti meccanici, inscenano un combattimento, una cornata per ogni rintocco dell’orologio. Nel frattempo, dalla torre più alta, si affaccia un uomo che suona una melodia con la tromba, ripetendola ai 4 angoli della piazza. Uno spettacolo carino, cui segue, subito dopo, la rievocazione del cambio della guardia di fronte all’edificio del corpo di guardia, con soldati in uniforme a cavallo. Anche questo coreografico, da vedere.

Dalla piazza, poi, ci rechiamo al museo di arti applicate che si trova al castello reale, su una collina che domina i tetti di Poznan. Un museo piccolo ma carino, in cui si possono ammirare arazzi, porcellane, cristalli ed altri oggetti dal medioevo all’età contemporanea, provenienti da tutta Europa e persino da Deruta! Siamo stati molto fieri di ciò! Oggi è sabato e questo, come molti altri musei, è visitabile gratuitamente. Pensiamo anche di entrare nel vicino Museo Nazionale, ma abbiamo ancora un lungo giro da fare e, per paura di non fare in tempo, rinunciamo. Raggiungiamo, invece, sempre a piedi, la parte ovest della città, dove si trova la zona universitaria e dove domina il cosiddetto castello imperiale, un imponente edificio del sec. XX che oggi ospita un centro culturale e un teatro. In questa zona ci sono dei bei giardini in cui è gradevole fermarsi per una pausa.

Qui si trova anche il memoriale del 28 giugno 1956, un monumento di croci intrecciate che ricorda le 76 vittime uccise negli scontri con la polizia durante la prima rivolta polacca contro la dominazione comunista.

A meno di un chilometro da qui si trova l’antico zoo dove ci divertiamo ad ammirare zebre, giraffe, lama, scimmie ed una grande varietà di uccelli, rettili e pesci. Qui ci sono famiglie con bambini, anche se, in realtà, non sono molte: forse vanno tutti al nuovo zoo, probabilmente più bello, sicuramente più grande, che si trova dall’altra parte della città; ma il gusto di visitare uno zoo del XIX secolo è diverso.

Dopo questa pausa riprendiamo la strada dell’albergo: dobbiamo sistemare le valigie per la partenza. Prima, però, facciamo due tappe importanti: innanzitutto ci prendiamo un kebab. Ebbene sì, questo piatto, non propriamente polacco, è molto diffuso ed apprezzato in questa nazione e piccoli chioschi si trovano dappertutto. Anche se, in realtà, di kebab ha ben poco: c’è sì la carne tagliata, ci sono le verdure miste (ovviamente quelle che si trovano qui: barbabietola, verza, cetrioli e pomodori), ma ci viene aggiunta tanta di quella salsa da diventare stomachevole. Il tutto racchiuso in un quarto di paninoUno dei tanti teatri della città gigante; e per fortuna che noi abbiamo preso una versione "small" per tutti e due! Era un pasto più che abbondante, da mangiare, come fanno tutti, per strada con le forchettone. Che esperienza!

Girando per queste città abbiamo visto gente mangiare a tutte le ore: kebab, zapiekanka, gelati, gofry (cialdone ricoperte di panna) e via crescendo con le calorie!

Mangiucchiando il nostro bel kebab siamo arrivati al centro commerciale che sta di fronte al nostro albergo e siamo entrati alla ricerca di un supermercato.

Qui, spendendo davvero poco, abbiamo acquistato qualche "souvenir" gastronomico da riportare a casa: cetriolini in salamoia, wafer, vodka, birra, liquore alla ciliegia e alle noci. Abbiamo notato che ci sono reparti piuttosto grandi dedicati alla pasta ed ai prodotti alimentari italiani. Addirittura, uno chef spiegava come cucinare la pasta e come usare l’olio mentre qualcuno ci ha dato un volantino, ovviamente in polacco, con le ricette delle linguine alla ligure e delle fettuccine. TROPPO BELLO!

Rientrati in albergo per il solito break e per fare le valigie, in tarda serata usciamo per la cena e, per l’ultima volta, torniamo al Rynek. Quello di stasera non è un vero e proprio ristorante, ma una sala da tè in cui fanno anche qualche piatto. Si trova a circa 100 metri dalla piazza principale, ma, a differenza dei locali che stanno lì, questo è quasi vuoto e proprio non riusciamo a spiegarci il perché. È un locale molto carino, arredato in stile rustico dai toni pastello e appena entrati veniamo letteralmente avvolti dall’odore del tè e delle spezie esposte Gli animali dell'antico zooin bella mostra su innumerevoli barattoli sia davanti che dietro il bancone. L’ambiente, diviso in due salette, non è molto grande, ma confortevole e c’è una gradevolissima musica diffusa. Ci sediamo in un tavolo vicino alla finestra e la graziosa cameriera ci porta il menu in polacco e poi, vedendo le nostre facce, in inglese. Fabio apre il pasto con una buonissima e delicatissima zuppa di cipolle. In Polonia le zuppe sono molto buone e ce ne sono tanti tipi quante varietà di pasta ci sono da noi. Per secondo ha mangiato del salmone, che ha definito eccellente, condito con una delicata salsa al pepe verde ed accompagnato da verdure miste gratinate. Io, invece, ho ordinato un piatto di cui ignoravo l’identità, salvo scoprire, poi, che si trattava di spiedini di carne di maiale, bacon e verdure. Buonissimi. E, anche stavolta, abbondantissimi. In questo locale propongono anche dei dolci fatti in casa davvero invitanti, ma noi, più che sazi, pur con dispiacere rinunciamo. Non rinunciamo, invece, ad una gustosa tazza di tè (verde per me e alla frutta e vaniglia per Fabio), che ci viene servito rigorosamente senza zucchero e in dei bricchi ricoperti da curiosi cappucci di iuta. Il tè è buonissimo, la cena eccellente, l’ambiente gradevole e abbiamo speso poco: questo locale passa senza dubbio in cima alla nostra classifica.

Soddisfatti e divertiti, facciamo un ultimo giro nel bel Rynek, che salutiamo un po’ a malincuore, e poi giù per il violone pedonale verso l’albergo.

 

La "lotta dei caproni", rito che si ripete tutti i giorni a mezzogiorno
Rievocazione del cambio della guardia
Il museo delle Arti Applicate Il museo delle Arti Applicate
Piazza Wolnosci e uno dei suoi palazzi
Il Castello Imperiale

L'università    ====>>>

Il Memoriale 28 giugno 1956, omaggio alle 76 vittime della prima rivolta polacca al regime comunista

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Uno dei tanti teatri della città    ====>>>

Gli animali dell'antico zoo, allestito nella seconda metà del secolo XIX

 

La cattedrale

Il santuario di Czestochowa