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Data:
21
luglio |

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Luogo:
Poznan |
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il nostro itinerario con
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Chimera
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Zuppa di cipolle (Zupa cebulowa)
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Salmone con salsa al pepe verde (Losos)
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Spiedini di carne di maiale (Szasz. z
bia. mie - la traduzione l'abbiamo trovata solamente
abbreviata)
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Dove
abbiamo dormito:
Hotel
NOVOTEL Poznan Centrum |
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Link
utili:
www.polonia.it
www.intercity.com.pl/en/main |
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Del
nostro viaggio ha parlato un giornale locale,
leggi l'articolo...

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Poznan:
La lotta dei caproni e poi in giro fino allo zoo
Mancano
ancora 20 minuti all’evento, ma vediamo che la gente già si
apposta per godersi lo spettacolo, così anche noi facciamo
altrettanto. Allo scoccare del mezzodì si aprono le porticine della
torre e vengono fuori due caproni (credo di legno), che, con
movimenti meccanici, inscenano un combattimento, una cornata per
ogni rintocco dell’orologio. Nel frattempo, dalla torre più alta,
si affaccia un uomo che suona una melodia con la tromba, ripetendola
ai 4 angoli della piazza. Uno spettacolo carino, cui segue, subito
dopo, la rievocazione del cambio della guardia di fronte all’edificio
del corpo di guardia, con soldati in uniforme a cavallo. Anche
questo coreografico, da vedere.
Dalla
piazza, poi, ci rechiamo al museo di arti applicate che si trova al
castello reale, su una collina che domina i tetti di Poznan. Un
museo piccolo ma carino, in cui si possono ammirare arazzi,
porcellane, cristalli ed altri oggetti dal medioevo all’età
contemporanea, provenienti da tutta Europa e persino da Deruta!
Siamo stati molto fieri di ciò! Oggi è sabato e questo, come molti
altri musei, è visitabile gratuitamente. Pensiamo anche di entrare
nel vicino Museo Nazionale, ma abbiamo ancora un lungo giro da fare
e, per paura di non fare in tempo, rinunciamo. Raggiungiamo, invece,
sempre a piedi, la parte ovest della città, dove si trova la zona
universitaria e dove domina il cosiddetto castello imperiale, un
imponente edificio del sec. XX che oggi ospita un centro culturale e
un teatro. In questa zona ci sono dei bei giardini in cui è
gradevole fermarsi per una pausa.
Qui
si trova anche il memoriale del 28 giugno 1956, un monumento di
croci intrecciate che ricorda le 76 vittime
uccise negli scontri con la polizia durante la prima rivolta polacca
contro la dominazione comunista.
A
meno di un chilometro da qui si trova l’antico zoo dove ci
divertiamo ad ammirare zebre, giraffe, lama,
scimmie ed una grande varietà di uccelli, rettili e pesci. Qui ci
sono famiglie con bambini, anche se, in realtà, non sono molte:
forse vanno tutti al nuovo zoo, probabilmente più bello,
sicuramente più grande, che si trova dall’altra parte della
città; ma il gusto di visitare uno zoo del XIX secolo è diverso.
Dopo
questa pausa riprendiamo la strada dell’albergo: dobbiamo
sistemare le valigie per la partenza. Prima, però, facciamo due
tappe importanti: innanzitutto ci prendiamo un kebab. Ebbene sì,
questo piatto, non propriamente polacco, è molto diffuso ed
apprezzato in questa nazione e piccoli chioschi si trovano
dappertutto. Anche se, in realtà, di kebab ha ben poco: c’è sì
la carne tagliata, ci sono le verdure miste (ovviamente quelle che
si trovano qui: barbabietola, verza, cetrioli e pomodori), ma ci
viene aggiunta tanta di quella salsa da diventare stomachevole. Il
tutto racchiuso in un quarto di panino
gigante; e per fortuna che noi abbiamo preso una versione "small"
per tutti e due! Era un pasto più che abbondante, da mangiare, come
fanno tutti, per strada con le forchettone. Che esperienza!
Girando
per queste città abbiamo visto gente mangiare a tutte le ore: kebab,
zapiekanka, gelati, gofry (cialdone ricoperte di panna) e via
crescendo con le calorie!
Mangiucchiando
il nostro bel kebab siamo arrivati al centro commerciale che sta di
fronte al nostro albergo e siamo entrati alla ricerca di un
supermercato.
Qui,
spendendo davvero poco, abbiamo acquistato qualche
"souvenir" gastronomico da riportare a casa: cetriolini in
salamoia, wafer, vodka, birra, liquore alla ciliegia e alle noci.
Abbiamo notato che ci sono reparti piuttosto grandi dedicati alla
pasta ed ai prodotti alimentari italiani. Addirittura, uno chef
spiegava come cucinare la pasta e come usare l’olio mentre
qualcuno ci ha dato un volantino, ovviamente in polacco, con le
ricette delle linguine alla ligure e delle fettuccine. TROPPO BELLO!
Rientrati
in albergo per il solito break e per fare le valigie, in tarda
serata usciamo per la cena e, per l’ultima volta, torniamo al
Rynek. Quello di stasera non è un vero e proprio ristorante, ma una
sala da tè in cui fanno anche qualche piatto. Si trova a circa 100
metri dalla piazza principale, ma, a differenza dei locali che
stanno lì, questo è quasi vuoto e proprio non riusciamo a
spiegarci il perché. È un locale molto carino, arredato in stile
rustico dai toni pastello e appena entrati veniamo letteralmente
avvolti dall’odore del tè e delle spezie esposte in
bella mostra su innumerevoli barattoli sia davanti che dietro il
bancone. L’ambiente, diviso in due salette, non è molto grande,
ma confortevole e c’è una gradevolissima musica diffusa. Ci
sediamo in un tavolo vicino alla finestra e la graziosa cameriera ci
porta il menu in polacco e poi, vedendo le nostre facce, in inglese.
Fabio apre il pasto con una buonissima e delicatissima zuppa di
cipolle. In Polonia le zuppe sono molto buone e ce ne sono tanti
tipi quante varietà di pasta ci sono da noi. Per secondo ha
mangiato del salmone, che ha definito eccellente, condito con una
delicata salsa al pepe verde ed accompagnato da verdure miste
gratinate. Io, invece, ho ordinato un piatto di cui ignoravo l’identità,
salvo scoprire, poi, che si trattava di spiedini di carne di maiale,
bacon e verdure. Buonissimi. E, anche stavolta, abbondantissimi. In
questo locale propongono anche dei dolci fatti in casa davvero
invitanti, ma noi, più che sazi, pur con dispiacere rinunciamo. Non
rinunciamo, invece, ad una gustosa tazza di tè (verde per me e alla
frutta e vaniglia per Fabio), che ci viene servito rigorosamente
senza zucchero e in dei bricchi ricoperti da curiosi cappucci di
iuta. Il tè è buonissimo, la cena eccellente, l’ambiente
gradevole e abbiamo speso poco: questo locale passa senza dubbio in
cima alla nostra classifica.
Soddisfatti
e divertiti, facciamo un ultimo giro nel bel Rynek, che salutiamo un
po’ a malincuore, e poi giù per il violone pedonale verso l’albergo.
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