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Cracovia:
Il
castello del wawel
Oggi
è la nostra ultima mattinata a Cracovia e decidiamo di spenderla
visitando tutto ciò che non siamo riusciti a vedere ieri. Per prima
cosa ci dirigiamo al Wawel, con l’intento di entrare nel castello.
Entrare non è agevolissimo poiché il numero delle visite
quotidiane consentite è limitato e, negli appartamenti reali, fanno
entrare a gruppi di dieci, obbligatoriamente con guida in inglese o
in polacco. Noi siamo fortunati (anche perché stamattina c’è un
sole mai visto qui!) e riusciamo ad entrare dopo pochi minuti di
attesa. La visita è piuttosto interessante: ci sono antichi mobili
di manifattura francese ed italiana, bellissimi arazzi fiamminghi,
dipinti di artisti soprattutto italiani, porcellane di Meissen,
tutto ben tenuto e ben conservato. In molte stanze le pareti sono in
pelle e, oltre all’odore non molto gradevole, gli ambienti
risultano piuttosto cupi e bui.
Davanti
a tanto ordine ci è venuto spontaneo fare il paragone con la Reggia
di Caserta, che è sicuramente più ricca e più bella, ma dove il
caos, la confusione e la disorganizzazione, purtroppo, regnano
sovrane.
Migliaia
di turisti l’anno visitano il Wawel; all’esterno si può girare
liberamente, mentre per entrare, sia negli appartamenti reali che
nelle eventuali altre parti del castello, bisogna prima lasciare
zaini e borse al deposito e poi seguire scrupolosamente gli orari d’ingresso
scritti sul biglietto. All’interno, poi, il personale di
sorveglianza controlla veramente!
Noi
alle 10:10 abbiamo l’ingresso agli appartamenti privati situati al
primo piano, con guida in inglese; finito questo giro, puntualmente
alle 11:10 possiamo entrare nelle sale a piano terra e nei
sotterranei che conservano i tesori della corona e l’armeria. I
tesori (purtroppo pochi a seguito delle varie spartizioni di cui la
Polonia è stata oggetto nei secoli) sono molto belli: calici,
piatti, oggetti sacri, tutti d’oro e d’argento massiccio. E poi
spade, alabarde, elmi, armature, fucili che più che armi sembrano
oggetti d’arredo, tanto sono belli e lavorati. Il clou di tutto
questo è "la sbrecciata", la spada dei re, enorme,
simbolo di coraggio, usata durante le cerimonie di incoronazione. Da
ultima, alle 11:50 in punto, visitiamo la parte più interessante
del castello, gli appartamenti di Stato, che si trovano al secondo
piano. Anche qui, come per il tesoro della corona e l’armeria, la
visita è libera e ci addentriamo in queste meravigliose stanze
adorne di marmi, mobili in legno intarsiato, bellissime stufe di
ceramica. Ciascuna stanza prende il nome dai fregi che contornano i
soffitti dipinti.
La
cosa più bella, secondo me, sono i cinquecenteschi soffitti in
legno a cassettoni, tutti intarsiati, decorati e colorati. Nella
Sala dei Deputati, quella destinata alle udienze reali, in alcuni
cassettoni sono inserite delle teste di legno scolpite: originali,
ma piuttosto inquietanti! In origine ce n’erano ben 194, oggi ne
restano appena 30. Peccato!
In
un’altra stanza, tre musicisti in abiti cinquecenteschi suonano
strumenti d’epoca e con la loro musica allietano i turisti.
Qui
termina la nostra visita al castello, ma volendo, al momento di
acquistare il biglietto si possono anche prenotare la visita ai
giardini reali, all’esposizione di arte orientale, alla mostra sul
"Wawel perduto" e alla tana del Drago: per ciascuna viene
dato un orario di ingresso e, tra una visita e l’altra, viene dato
il tempo per andare in bagno o prendersi un caffè. Un’organizzazione
perfetta, non c’è che dire.
| Prima di andare al
Wawel ci fermiamo ai giardini del Planty... |
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| ... e attraversiamo
la città vecchia |
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Alcune immagini della cattedrale |
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La statua equestre e l'ingresso
del Wawel |
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