dal 9 al 23 luglio 2007

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Sezione "Polonia":

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Data:

16 luglio

Luogo:

Danzica

Visualizza il nostro itinerario con 

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Oggi abbiamo mangiato:

Pizzeria Napoli

Ci siamo mangiati due pizze. Qui puoi scegliere tra la pizza piccola e quella grande, oltre che al tipo di condimento. Per la verità l'accostamento degli ingredienti lasciava a desiderare anche se la base, in se per se, non era male. Ma cosa pretendiamo...

Dove abbiamo dormito:

Hotel MERCURE Hevelius Gdansk

Link utili:

www.polonia.it

www.intercity.com.pl/en/main

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Del nostro viaggio ha parlato un giornale locale, leggi l'articolo...

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Danzica: Scopriamo Danzica

 

Per spostarci da Varsavia a Danzica abbiamo affrontato un viaggio veramente faticoso. I treni sono sempre molto puliti e puntuali, solo che stavolta non abbiamo preso l’Intercity e ci siamo ritrovati, con altre 5 persone, in uno scompartimento piuttosto piccolo e privo di aria condizionata. Oggi fa un caldo terribile (incredibile a dirsi, dopo il freddo patito i giorni scorsi) e si suda notevolmente: il caldo e la puzza regnano sovrani, tanto più che nel nostro scompartimento c’è un vecchietto che non fa altro che chiudere il finestrino. In questo clima così soffocante non riesco proprio a resistere e faccio quasi tutto il viaggio (più di 4 ore e mezza) in piedi davanti al finestrino del corridoio. Osservo un paesaggio bello ma piuttosto monotono, fatto di pianure coltivate a grano (credo!!!), ogni tanto qualche mucca, qualche casetta e tante, tantissime cornacchie. Mi torna in mente "Gli uccelli", famoso film di Hitchcock.

via Piwna, la prima strada che percorriamo della città PrincipaleArriviamo a Danzica stremati e subito, appena scesi dal treno, ci troviamo immersi in un mondo completamente diverso da Varsavia, pieno, strapieno di gente, soprattutto turisti, che invadono le strade. Non ci sono i grandi vialoni staliniani e le vie sono affollate di gente e di automobili. Preso possesso della nostra camera e rinfrescatici con una doccia veloce, subito usciamo curiosi di vedere questa città.

Anch’essa, come Varsavia, è stata rasa al suolo dai nazisti e, negli anni seguenti, ricostruita dai polacchi esattamente come prima, spesso utilizzando gli stessi materiali raccolti dalle macerie. Ad una prima occhiata ci rendiamo subito conto di quanto questa città sia diversa da quelle viste finora: l’impronta tedesca e fiamminga sono evidentissime sia nell’architettura, che nella lingua. Tutte le indicazioni sono scritte in polacco e in tedesco, non più in inglese.Il lungofiume

Come prima cosa, visto che ormai è troppo tardi per prendere il traghetto per Westerplatte, ancora provati dal gran caldo patito in treno ci sediamo ad un tavolo a bere qualcosa, proprio sotto la torre del Municipio. Su questa via, ed anche nelle altre, ci sono localini che offrono ogni specialità; è un continuo attentato alla gola. Non riusciamo a trattenerci e, sorseggiando una birra ed un cappuccino, ascoltiamo dei bravissimi ragazzi che cantano e suonano per la strada. Allo scoccare dell’ora, poi, inizia un piccolo concerto dell’orologio municipale, davvero gradevole. Dà proprio gusto stare qui e ci fermeremmo ancora un po’, ma siamo troppo curiosi di conoscere Danzica. Così, rifocillati, ci facciamo un giro per la cosiddetta Città Principale, il nucleo storico, l’unico interamente ricostruito esattamente come l’originale.

 

via Piwna

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la Porta del Pane

Dlugi Targ (Lungo Mercato), la piazza principale, dove sbocca la strada reale    ====>>>

<<<====    Ulica Dluga (via Lunga), la strada reale la percorre tutta

 

In giro per Varsavia

La strada reale