|
|
Danzica:
Scopriamo
Danzica
Per
spostarci da Varsavia
a Danzica abbiamo affrontato un viaggio veramente faticoso. I treni
sono sempre molto puliti e puntuali, solo che stavolta non abbiamo
preso l’Intercity e ci siamo ritrovati, con altre 5 persone, in
uno scompartimento piuttosto piccolo e privo di aria condizionata.
Oggi fa un caldo terribile (incredibile a dirsi, dopo il freddo
patito i giorni scorsi) e si suda notevolmente: il caldo e la puzza
regnano sovrani, tanto più che nel nostro scompartimento c’è un
vecchietto che non fa altro che chiudere il finestrino. In questo
clima così soffocante non riesco proprio a resistere e faccio quasi
tutto il viaggio (più di 4 ore e mezza) in piedi davanti al
finestrino del corridoio. Osservo un paesaggio bello ma piuttosto
monotono, fatto di pianure coltivate a grano (credo!!!), ogni tanto
qualche mucca, qualche casetta e tante, tantissime cornacchie. Mi
torna in mente "Gli uccelli", famoso film di Hitchcock.
Arriviamo
a Danzica stremati e subito, appena scesi dal treno, ci troviamo
immersi in un mondo completamente diverso da Varsavia, pieno,
strapieno di gente, soprattutto turisti, che invadono le strade. Non
ci sono i grandi vialoni staliniani e le vie sono affollate di gente
e di automobili. Preso possesso della nostra camera e rinfrescatici
con una doccia veloce, subito usciamo curiosi di vedere questa
città.
Anch’essa,
come Varsavia, è stata rasa al suolo dai nazisti e, negli anni
seguenti, ricostruita dai polacchi esattamente come prima, spesso
utilizzando gli stessi materiali raccolti dalle macerie. Ad una
prima occhiata ci rendiamo subito conto di quanto questa città sia
diversa da quelle viste finora: l’impronta tedesca e fiamminga
sono evidentissime sia nell’architettura, che nella lingua. Tutte
le indicazioni sono scritte in polacco e in tedesco, non più in
inglese.
Come
prima cosa, visto che ormai è troppo tardi per prendere il
traghetto per Westerplatte, ancora provati dal
gran caldo patito in treno ci sediamo ad un tavolo a bere qualcosa,
proprio sotto la torre del Municipio. Su questa via, ed anche nelle
altre, ci sono localini che offrono ogni specialità; è un continuo
attentato alla gola. Non riusciamo a trattenerci e, sorseggiando una
birra ed un cappuccino, ascoltiamo dei bravissimi ragazzi che
cantano e suonano per la strada. Allo scoccare dell’ora, poi,
inizia un piccolo concerto dell’orologio municipale, davvero
gradevole. Dà proprio gusto stare qui e ci fermeremmo ancora un po’,
ma siamo troppo curiosi di conoscere Danzica. Così, rifocillati, ci
facciamo un giro per la cosiddetta Città Principale, il nucleo
storico, l’unico interamente ricostruito esattamente come l’originale.
 |
via Piwna
<<<====
====>>>
la Porta del Pane |
 |
|
Dlugi Targ (Lungo Mercato), la piazza
principale, dove sbocca la strada reale
====>>> |
 |
 |
<<<==== Ulica Dluga
(via Lunga), la strada reale la percorre tutta |
|