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Danzica:
La
Basilica e la città vecchia
Terminata
la nostra calda crociera sulla Motlava, attraversata la Porta di
Santa Maria e la via Mariacka, dove ci fermiamo ad ammirare i
gioielli in ambra, raggiungiamo la Basilica di Santa Maria. Proprio
quando siamo lì scocca l’una e, come per incanto, ci ricordiamo
che avevamo programmato tutto per andare a vedere la signorina della
Casa degli Scabini che si affaccia dietro il vetro della finestra.
NOOOO!!! Per guardare l’ambra ce ne siamo dimenticati. Proviamo a
raggiungerla con una corsa disperata, ma ci rendiamo subito conto
che non potremo mai fare in tempo. Che peccato!
Così
torniamo sui nostri passi ed entriamo in basilica, una chiesa gotica
immensa, anch’essa ricostruita, le cui parti più pregiate sono l’organo
(ogni venerdì si tiene un concerto imperdibile, a detta della
nostra guida) ed un bellissimo orologio astronomico del ‘400, alto
quattro metri, che, oltre alle ore, indica i segni zodiacali, le
fasi lunari e tante altre cose.
Ad
ogni quarto d’ora Adamo ed Eva, che stanno in cima, suonano i
rintocchi, mentre a mezzogiorno, su due file, sfilano i quattro
evangelisti e i dodici apostoli. La morte chiude. Un po’ come a
Vienna e a Praga. Solo che non riusciamo a vedere neanche questo in
movimento: io aspetto fino alle due con la speranza di vedere
qualcosa, ma, ahimè, non si muove proprio nulla! Pazienza, si
vede che oggi è destino così! In compenso saliamo sull’alta
torre e, percorrendo 408 scalini, a 82 metri sopra i tetti, ci
godiamo una bella vista panoramica sulla città. Noi le torri non le
saltiamo mai.
Ridiscesi
tutti i gradini e realizzato che l’orologio astronomico, al di
fuori di mezzogiorno, suona soltanto i rintocchi, usciamo dalla
chiesa per dirigerci verso la città vecchia, non prima, però, di
esserci comprati del pane di segale e un dolce con mela e cannella
in una panetteria all’interno del seicentesco Grande Arsenale, che
oggi custodisce un piccolo supermercato ed una modesta galleria
commerciale. Sbocconcellando queste bontà, lungo il tragitto verso
la città vecchia incontriamo due chiese: la prima è quella di San
Giovanni, tuttora in restauro, che siamo riusciti a sbirciare in
quanto vi stavano allestendo un concerto. Al suo esterno, in un
angolo, sono state ammassate pietre scolpite, residui delle rovine,
a mo’ di museo lapidario. L’altra chiesa che incontriamo è
quella di San Nicola, la più antica della città (sec. XII),
miracolata dall’ultimo conflitto.
Il
suo interno è ricco di stucchi e di decorazioni in legno che
contrastano col bianco delle mura. Sicuramente d’effetto. Entrando
nella città vecchia, ci accorgiamo subito che soltanto qualche
edificio è stato ricostruito com’era in origine, mentre tutto il
resto ha lasciato il posto a costruzioni moderne.
Tra
le cose da vedere in questa zona (che, tra l’altro, vediamo dalla
finestra del nostro albergo) ci sono la chiesa di Santa Brigitta,
ricostruita negli anni ’70 con uno stile moderno ed un monumentale
altare in ambra, e l’attigua chiesa di Santa Caterina, tra le più
antiche di Danzica, che conserva la lapide tombale dell’astronomo
Hevelius, vissuto nel Seicento. Il tetto, purtroppo, ha subito un
grave incendio nel maggio del 2006: alcune fotografie documentano l’accaduto.
Più
o meno di fronte e accanto a questa chiesa, sul canale Radunia, ci
sono il Piccolo e il Grande Mulino, fondati nel Trecento dai
cavalieri teutonici e funzionanti fino al 1945. La nostra visita
alla città vecchia si conclude al Municipio, che raggiungiamo
attraversando un giardinetto
pubblico con una statua dedicata ad Hevelius. L’edificio oggi
ospita il
Centro Culturale di Danzica ed è, in parte, visitabile
gratuitamente. Vale la pena visitare il primo piano, dove si trovano
bei soffitti a cassettoni, una bella scala a chiocciola in legno e
piastrelle in maiolica.
Siamo
vicini sia la nostro albergo che alla stazione, dietro la quale si
sviluppa la zona del cantiere navale dove è nato Solidarnosc.
Decidiamo, però, di saltare questa visita e di andarci a
rinfrescare in camera prima di recarci
a Sopot.
Dimenticavo:
anche a Danzica non abbiamo mancato di visitare il favoloso centro
commerciale vicino alla stazione, una "caccola" rispetto a
quello di Varsavia, ma comunque grande, sviluppato su tre piani e
ricco di negozi di ogni genere per tutte le tasche.
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