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Data:
13 luglio |
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Luogo:
Varsavia |
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il nostro itinerario con
Google
Maps |
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Oggi
abbiamo mangiato:
U Hopfera Pierogi Swiata
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Pierogi salati con ripieni vari: carne, formaggio, funghi (Pierogi Mix Polski)

Per
accompagnare i pierogi:
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Salsa a
base di spinaci ed aglio (Sos spinak czos)
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Insalatina di verdure trifolate (Salat do pierogó)
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Pierogi dolci con vari ripieni fragole, pesche, mirtilli e
ciliegie (Talerz owoc)

Per
accompagnare i pierogi:
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Crema di vaniglia (Sos waniliowy) |
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Dove
abbiamo dormito:
Hotel
MERCURE Fryderyk Chopin |
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Link
utili:
www.polonia.it
www.intercity.com.pl/en/main |
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Del
nostro viaggio ha parlato un giornale locale,
leggi l'articolo...

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Varsavia:
Il
quartiere ebraico
Imperterriti,
sostenuti dal pallido sole che ogni tanto fa capolino tra le nere
nubi, raggiungiamo a piedi i quartieri di Muranow e Mirow, che
durante la Seconda Guerra Mondiale ospitarono il ghetto ebraico.
Oggi
stiamo macinando, a piedi, chilometri su chilometri, ma camminare,
qui, non pesa affatto, sia perché siamo in piena pianura, sia
perché ci sono viali e giardini talmente ampi e spaziosi che
rendono il passeggio davvero gradevole.
I
quartieri dell’ex ghetto sono assolutamente moderni, con dei
palazzoni dell’era comunista piuttosto brutti, tra i quali
spuntano elementi che ricordano la storia.
A
parte l’Istituto di Storia Ebraica, che non facciamo in tempo a
visitare, percorriamo il sentiero in memoria del martire e della
lotta degli ebrei, che comincia con il monumento agli eroi del
ghetto, costruito nel 1948 per il 5° anniversario dell’insurrezione
del ghetto. Da qui, attraversando una via costellata da 19 targhe in
granito che, in ebraico e polacco, ricordano personaggi ed episodi
significativi del ghetto, si arriva sul sito dell’antico bunker
della ZOB (l’Organizzazione ebraica per la lotta armata). Qui una
lapide è posta su una collinetta la cui altezza raggiunge quella
delle macerie lasciate dopo la distruzione del ghetto. Apro una
breve parentesi per dire che, per trovare questa lapide, abbiamo
allungato il giro di circa 3 chilometri, spingendoci, ovviamente a
piedi, fino alla più lontana periferia della periferia. La lapide,
infatti, si trova vicino al monumento dell’insurrezione, ma la
nostra guida riporta il vecchio indirizzo (tra l’altro segnato
anche sulla lapide), che, attualmente, non corrisponde più a quel
sito, ma ad una casa lontanissima da lì. In effetti siamo stati gli
unici turisti a spingerci in questa zona residenziale, ma, in fondo,
conoscere la città significa anche questo!
Tornando
al nostro giro, il percorso della memoria culmina all’Umschlagplatz,
un monumento in marmo bianco costruito negli anni ’80 nel luogo in
cui, a partire dal ’42, gli ebrei venivano raggruppati prima di
essere caricati sui carri di bestiame in partenza per i campi di
sterminio. Al suo interno sono scritti 400 nomi a simboleggiare i
circa 300.000 ebrei di Varsavia deportati.
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