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Danzica:
Il
castello di Malbork
Oggi,
alle 09:45 prendiamo un comodo, ed affollato, treno che ci porterà
a Malbork, dove si trova il castello in mattoni più grande d’Europa.
Lungo
il percorso noto tante famiglie di cicogne che hanno nidificato su
alti camini. Sono proprio belle.
In
circa 50 minuti arriviamo alla stazione di Malbork. Non ci sono
indicazioni per il castello, ma noi, più o meno a naso, riusciamo a
trovarlo. Si tratta di una fortezza che si estende su ben 21 ettari,
costruita dai cavalieri teutonici che qui stabilirono la loro
capitale tra il 1308 e il 1457. Dal ‘97 figura nel patrimonio dell’UNESCO,
ma anch’esso, bombardato dai nazisti, è stato interamente
ricostruito secondo il modello ottocentesco.
La
fortezza, cinta da bastioni, è formata da 3 castelli: in quello
più basso,
solo parzialmente ristrutturato, si trova la biglietteria e qui si
può girare liberamente.
Poi,
muniti di biglietto, entriamo nel castello medio, non prima, però,
di venire aggregati ad un gruppo con guida parlante inglese. Solo
con le guide, infatti, si può fare il giro delle varie sale.
Attraversando porte ed un ponte levatoio, ci ritroviamo in un bello
ed ampio cortile, su cui si affacciano la chiesa della Vergine (che
sta nel castello alto), il Palazzo (che visitiamo con la guida) ed
il grande refettorio, che, dopo ingenti lavori di restauro, è stato
riaperto l’8 giugno di quest’anno e che ospita una grande mostra
sui cavalieri teutonici. Con la guida entriamo nel Palazzo, dove, al
piano terra, c’è un’esposizione permanente di oggetti antichi
in ambra e, salendo, contiene un’altra esposizione di armi ed
oggetti da guerra.
Superata
questa parte, per me un po’ noiosa, finalmente entriamo nel cuore
del castello. Il piano superiore si raggiunge attraversando un
secondo ponte levatoio, il quale immette in un cortiletto
incorniciato da porticati gotici, con al centro un pozzo sormontato
da un pellicano che nutre i suoi piccoli. Di questa parte, la più
antica e meglio conservata, visitiamo le cucine, il refettorio, i
dormitori e varie altre sale, tutte arredate per ricostruirne l’ambientazione
medievale. La Porta d’Oro, con affreschi ancora originali del XII
secolo ed un portale, sempre originale, del secolo XIV, immette
nella chiesa della Vergine, che, solo parzialmente restaurata, porta
ancora i segni delle devastazioni. Gli arredi che si trovano nel suo
interno, o, meglio, ciò che è rimasto, sono conservati in altre
grandi stanze adibite a museo. Dalla chiesa, pagando un biglietto
supplementare, si può salire sulla Torre Quadrata, dove osservare
il paesaggio circostante. Questa volta, però, la saltiamo.
Visitiamo altre stanze, tra cui i magazzini, i granai e anche, in
una torre un po’ fuori dal perimetro del castello, le latrine.
Terminato
il giro degli interni, la guida ci saluta e noi, finalmente liberi
di scorrazzare, ce ne andiamo a vedere la mostra sui cavalieri
teutonici. Una bella mostra, anche grande, direi, anche se molti
degli oggetti esposti sono riproduzioni degli originali. Vale
comunque la pena entrare, tanto più che è inclusa nel prezzo del
biglietto, per vedere i bei saloni del refettorio grande, con volte
intrecciate e colorate, davvero suggestivi.
Terminato
anche il giro della mostra, bivacchiamo un po’ per il cortile e
per i vari negozietti di souvenirs e poi usciamo, percorrendo il
fossato che circonda il castello.
All’uscita
troviamo varie bancarelle con venditori in costume che propongono
oggetti a tema (armature, soldatini, oggetti in legno e quanto
altro) ma la nostra attenzione viene rapita, neanche a dirlo, da
alcuni stands in cui si cucina…
E
qui casca l’asino! Perché abbiamo mangiato una cosa così grassa
che più grassa non si può, e ci ho messo tutto il giorno a
digerirla! Trattasi di uno spiedino enorme di carne di maiale con
pezzi di grasso, accompagnato da untissime patate arrosto, senape e
un cetriolino. Tutto sommato non era male, anche se la birra che lo
accompagnava, leggerissima e aromatizzata con uno sciroppo alla
fragola era meglio.
Con
questa zavorra nello stomaco ci dirigiamo di corsa alla stazione,
con la speranza di riuscire a prendere il prossimo treno per Danzica.
Ebbene, ci riusciamo per il rotto della cuffia, perché, al momento
di fare i biglietti, arrivato il nostro turno, senza dire una parola
la cassiera se ne va. Facciamo la fila all’altra cassa, dove c’è
una vecchietta che pare stia facendo i biglietti per il polo nord,
tanto è il tempo che ci mette ed un maleducato ci passa avanti
(vagli a dire qualcosa!). Alla fine, quando ormai mancano solo due
minuti e stanno già annunciando il treno (credo) scopriamo un’altra
cassa e, mentre stiamo trafficando per farci fare i biglietti, un
altro maleducato (che ritroveremo sul treno) tutto trafelato e
urlante ci passa avanti per chiedere non so cosa alla cassiera.
Morale della favola: biglietti e soldi in mano, di corsa verso il
treno (che, naturalmente, parte dal binario a noi più lontano)
riusciamo a prenderlo per il rotto della cuffia, alla faccia di
tutti i cafoni che ci sono capitati in questi 10 minuti!
Ancora
un elogio ai treni polacchi, sempre puntualissimi, pulitissimi e
davvero comodi, anche le linee regionali, che, come questa, fanno
tutte le fermate.
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L'imponente castello di Malbork |
| L'ingresso. Il ponte
supera il fossato fra il Castello Inferiore, in
ristrutturazione, e il Castello di Mezzo, dove inizia la
visita, rigorosamente guidata |
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Il Castello di
Mezzo
Lo splendido cortile |
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| I corridoi del piano
superiore |
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Sculture dei quattro
grandi maestri dell'Ordine Teutonico |
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Entriamo al
Castello Superiore |
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| Bassorilievo in
ceramica raffigurante un Cavaliere Teutonico, sopra l'accesso
alla parte superiore del castello |
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Il "fossato secco" tra
il Castello di Mezzo e quello Superiore |
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| All'ingresso si viene
subito attratti dal pozzo, sormontato dalla statua di un
pellicano che nutre i suoi piccoli |
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La bella Sala Comune della
Convenzione |
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I corridoi |
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| Pezzo forte di tutto
il castello. La Porta d'Oro, l'ingresso alla Chiesa della
Vergine. Portale scolpito del sec. XIII, incornicia una porta
in quercia di inizio sec. XIV. Tutto originale |
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La Chiesa della Vergine,
miracolosamente non andata completamente distrutta, anche se
alle pareti si notano segni di devastazioni.
Era in restauro |
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| La ricostruzione di
una camera da letto di un cavaliere, molto spartana con il
letto molto piccolo: non dovevano essere dei giganti... |
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| Le cucine |
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Il refettorio |
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All'apice della
potenza dei Cavalieri Teutonici, il Castello di Malbork era
come il plastico in foto |
| Usciamo percorrendo il fossato |
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