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Poznan:
I dintorni del centro
Intorno
vediamo l’antico quartiere ebraico, nella cui unica sinagoga
rimasta i nazisti hanno costruito una piscina; la bella chiesa
barocca di San Stanislao e l’annesso collegio dei Gesuiti; la
chiesa (chiusa) dei Francescani e, di fronte a questa, il castello
reale costruito nel sec. XIII su una collinetta che domina la
città, che oggi ospita un museo di arti applicate. Il giro è
piuttosto breve, perché il nucleo storico in cui la città è nata
e dove oggi si trova la cattedrale si trova un po’ lontano da qui
e lo visiteremo domani. Intanto, prima di cenare, ci sediamo in uno
dei tanti tavolinetti che si affacciano sul Rynek a bere caffè e
latte (che qui viene servito su dei bicchieroni di vetro) ed una
nuova marca di birra cui abbiamo fatto aggiungere succo di mirtillo
rosso. Una goduria.
A
cena, invece, andiamo in un ristorantino che si trova sulla via di
fronte alla chiesa di San Stanislao. Anche stasera mangiamo fuori,
si sta così bene! Apriamo con una zuppa aglio e pomodorini per me e
carne e verdure per Fabio, entrambe accompagnate da dei piccoli pani
caldi squisiti. Poi io ho preso un piatto di formaggi misti e Fabio
dell’anatra arrosto con salsa di mirtilli rossi, accompagnata da
barbabietole rosse e degli gnocchi di semola con una salsa non bene
identificata ma buona. Tutto veramente buono, anche se troppo
abbondante.
Stanotte,
ancora una volta, non sono riuscita a dormire perché non digerivo
tutto quel formaggio col pane caldo che mi sono mangiata!
Dopo
questa lunga pausa, nell’attesa che facesse buio per vedere il
Rynek illuminato, abbiamo passeggiato su e giù per il vialone
pedonale che collega la città vecchia alla periferia dove si trova
il mega centro commerciale di cui prima. Il Rynek di notte è molto
affascinante: d’incanto si accendono luci soffuse che illuminano
le facciate dei bei palazzi, le fontane, il Municipio, la sua torre
e i portici delle coloratissime case dei mercanti. E tutti i
tavolini che si affacciano sulla piazza, anch’essi illuminati,
sono gremiti di gente (sia polacchi che stranieri) e non si trova
più un tavolo libero. Si sente un vociare continuo di tante lingue
diverse.
Proprio
affascinante.
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