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Cracovia:
La
strada reale
Nel
pomeriggio decidiamo di visitare il centro storico di Cracovia, una
bella cittadina medievale che è stata miracolosamente salvata dai
bombardamenti. Percorriamo la Strada Reale, che dal Planty (i bei
giardini che dall’Ottocento sostituiscono l’antica cinta
muraria) arriva fino alla collina del Wawel.
Il
nostro giro comincia con il Barbacane, una struttura circolare
difensiva risalente al 1499, oggi isolata in mezzo ai giardini, ma
un tempo collegata da un corridoio alla vicina Porta San Floriano.
Questa è l’unica porta di accesso alla città giunta fino a noi,
delle otto che un tempo erano
annoverate dalla cinta medievale. Dalla porta si accede alla bella
via San
Floriano, una via commerciale su cui si affacciano bellissimi
portali rinascimentali e tardogotici. Essa conduce fino al Rynek, la
grandissima (quattro ettari di superficie) piazza del mercato, cuore
pulsante della città medievale, centro della vita religiosa,
economica e politica, piena di vita e ricca di suggestioni. Su di
essa si affacciano la Chiesa di Santa Maria, il mercato dei tessuti,
la via Grodzka e ben 47 case dalle bellissime facciate. Per
miracolo, è il caso di dirlo, riusciamo ad entrare nella Chiesa di
Santa Maria, molto ricca di decorazioni e con delle splendide
vetrate colorate. Ma la cosa più bella, oltre al coro ligneo, è l’altare
principale, decorato da un gigantesco polittico del Quattrocento
formato da 5 pannelli con sculture di legno che raffigurano la
Dormizione della Vergine. Siamo riusciti a vedere le sculture giusto
in tempo, prima che i pannelli laterali venissero richiusi (il
polittico viene aperto dalle 10:00 alle 18:00). Usciti dalla parte
dove si trova
la Chiesa di Santa Barbara, abbiamo potuto assistere all’hejnał:
all’ultimo piano della torre di Santa Maria, un trombettista ha
suonato una triste melodia, interrompendola bruscamente. Questo
rituale si ripete ogni ora e rappresenta un’antica usanza, in base
alla quale una sentinella annunciava con la tromba l’apertura e la
chiusura delle porte della città.
Da
qui, attraversando la piazza, siamo arrivati all’antico mercato
dei
tessuti, oggi mercato dei souvenirs. Una curiosità: appeso in aria
si trova un coltello, che secondo la tradizione appartiene al
costruttore della torre più alta della chiesa di Santa Maria, il
quale vi uccise il fratello, autore della seconda, più bassa e
incompiuta torre. Per il suo gesto il fratricida fu giustiziato il
giorno seguente. Il monito è chiaro: il crimine non paga!
Ripresa
la Strada Reale, abbiamo percorso via Grodzka, che collega il Rynek
al Wawel, la collina su cui si ergono il castello e la cattedrale.
Si
è fatto tardi e decidiamo di visitare il Wawel domattina. Intanto
ceniamo in un posto davvero carino, con le cameriere in abiti
tradizionali polacchi. Impossibile ricordare i nomi di ciò che
abbiamo mangiato: Fabio ha preso lo stinco di maiale arrosto (1,20
kg di carne!) accompagnato da mostarda, salsa al rafano e un’altra
indecifrabile, mentre io ho assaggiato una torta di patate (anche
questa enorme) ripiena di carne e peperoni immersi in una salsa
rossa, il tutto condito con funghi, crauti e barbabietole. Tutto
molto buono, ma nessuno di noi è riuscito a finire ciò che aveva
nel piatto. Peccato!
Una
nota: siamo arrivati ieri ed ogni sera non ha fatto altro che
piovere. Stasera ci siamo beccati un acquazzone che difficilmente
dimenticheremo.
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