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Varsavia:
In
giro per la città
Oggi
è giornata "libera", nel senso che in questi due giorni
abbiamo visto tutto quello che c'è da vedere, per cui siamo liberi
di tornare dove vogliamo. Dopo una capatina alla stazione per
comprare i biglietti per Danzica per domani, ci dirigiamo al Palazzo
della Cultura e della Scienza, che si trova nel cuore del centro
moderno, un agglomerato di grattacieli futuristici che ospitano
multinazionali, boutique e alberghi di lusso, grigi casermoni
"comunisti", bottegucce di commercianti e bancarelle di
prodotti vari (fiori, frutta, abbigliamento, etc.). Il panorama è
veramente confuso e a tratti caotico e ben riflette le
contraddizioni di una società ancora povera ma in piena espansione
economica. Tipici di questa zona sono i passaggi sotterranei, pieni
di bancarelle e di gente, fatti per attraversare gli ampi corsi
staliniani.
Il
Palazzo della Cultura e della Scienza ospita mostre, spettacoli,
cinema, teatro ed altro. Da vedere il panorama che si può ammirare
dal 30° piano, con una vista a 360° sull'intera città: dal
quartiere Praga al centro storico, dai giardini, immensi e
numerosissimi, al centro moderno. Molto interessante, anche per
rendersi conto di come è suddivisa la città.
Varsavia
si sviluppa principalmente nella parte occidentale della Vistola,
mentre sulla sponda orientale si sviluppa il quartiere di Praga,
l'unico che ha resistito ai bombardamenti nazisti.
Ci
piacerebbe visitarlo, così come fare una crociera sul fiume, ma non
abbiamo molto tempo a disposizione.
Ridiscesi
i 30 piani, con l'ascensore ovviamente, ci incamminiamo per un lungo
e ampio vialone che ci porta nella brutta piazza della Costituzione,
di netta impronta socialista, dedicata alla costituzione polacca del
1791: la Polonia è stato il primo Stato europeo ed il secondo al
mondo, dopo gli Stati Uniti, a dotarsi di un sistema costituzionale.
Io,
sinceramente, di tutti questi casermoni e vialoni socialisti ne ho
abbastanza, tanto più che oggi è domenica e i negozi sono tutti
chiusi. Poi, miracolosamente, a differenza dei giorni passati, c'è
un sole che spacca le pietre e fa un caldo bestiale. Per questo
decidiamo di tornare ai giardini Ujazdowski e di rilassarci un po'.
Non prima, però, di aver visto il vicino castello: niente di
speciale, in verità. Dopo la pausa giardini, il nostro giro ci
riporta in piazza Charles de Gaulle e poi la via Mondo Nuovo, la mia
preferita, e da qui prendiamo una strada consigliata per lo
shopping. In effetti, qui i prezzi sono più bassi che da noi e sono
presenti le stesse grandi catene di negozi, per cui converrebbe
comprare. Ma io non ne ho proprio voglia e l'unica cosa che
acquistiamo è un gelato a torre, che qui va tanto di moda. In
realtà, è talmente dolce da risultare stucchevole!
Camminando
e mangiando il gelato ci troviamo in un altro mega centro
commerciale, proprio di fronte al Palazzo della Cultura e delle
Scienza: più piccolo rispetto a quello della stazione, si sviluppa
comunque su tre piani, più un piano interrato con il supermercato e
ci si può trovare qualsiasi cosa. Sebbene ci siano i saldi, non
c'è molta gente.
Dopo
aver curiosato senza acquistare nulla, ce ne torniamo in albergo per
riposarci un po' e cambiarci, visto che stasera, a cena, vogliamo
fare i "signori". Decidiamo infatti di mangiare al Gessler,
sul Rynek della città vecchia, il ristorante storico di Varsavia ed
anche uno dei più cari (in realtà i prezzi sono gli stessi di un
ristorante medio in Italia, ma, con questa cena, abbiamo speso
quanto per cenare tutte le sere precedenti, compreso il concerto al
ristorante ebraico). Vale la pena entrare nella taverna del
seminterrato, anche solo per vedere l'interno, molto grande,
costituito da un labirinto di sale dal soffitto a volta, decorate
con mobili rurali di fine Ottocento. Proprio carino, sembra quasi un
museo. Ed abbiamo mangiato anche molto bene. Nell'attesa ci hanno
portato dei cetriolini in salamoia con dei pezzetti di carne di
maiale amalgamati con lardo, da spalmare sul pane. Poi sono arrivate
le zuppe, che il cameriere ci ha servito direttamente sul piatto:
una zuppa di funghi per Fabio ed una di barbabietole per me,
accompagnate da panna acida e dall'immancabile uovo sodo.
Come
secondo io ho assaggiato anche qui i pierogi (non c'è due senza
tre), stavolta ripieni di patate e con sopra una salsa di formaggio,
mentre per Fabio hanno preparato il piatto "in diretta",
tagliando le fette di carne dal coscio del maiale e condendo la
carne con una salsa accompagnata da patate bollite e crauti in
salamoia. Tutto davvero buono, vodka compresa, servizio impeccabile
e, ahi, mancia adeguata...
Però
ci siamo molto divertiti.
Abbiamo
notato che questo, come tutti i ristoranti del centro, è quasi
vuoto: grande com’è, saremo state
appena 3 coppie sedute ai tavoli. Per questo ci siamo chiesti: come
faranno questi locali a sopravvivere?
A
Varsavia non c’è molto turismo, e la maggior parte della gente
sta seduta ai tavoli all’aperto e si concentra nella zona
universitaria e in periferia. Eppure il centro, che sicuramente per
un polacco è caro, non lo è di certo per un turista italiano,
francese o americano. Molta gente preferisce mangiare per strada,
servendosi di uno dei tantissimi chioschi che si trovano ad ogni
angolo.
Qui
il kebab va alla grande, così come le grandi catene americane di
fast food. In effetti, in questi posti, si mangia veramente con
niente, ma vuoi mettere, la sera, sedersi al ristorante e gustarsi
un piatto caldo in santa pace, o a lume di candela?
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Il mega centro
commerciale vicino al nostro albergo |
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Il Palazzo della Cultura e della
Scienza, non so perché ma mi ricorda il finale del film
"Ghostbuster" |
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| La terrazza panoramica
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La terrazza panoramica
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| Panorami di
Varsavia, dal 30° piano del Palazzo della Cultura e della
Scienza: secondo i cittadini questo è il miglior posto per
guardare la città in quanto è l'unico da cui non si vede il
Palazzo della Cultura e della Scienza |
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La "brutta" piazza
della Costituzione
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e una chiesa trovata nel cammino di cui non ricordiamo il
nome |
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Un po' di riposo...
a palazzo Ujazdowski...
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e presso i giardini Lazienski |
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| Nowy Swiat, non
potevamo non ripassarci |
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Un gelato che qui va
tanto di moda, per i nostri gusti troppo dolce, quasi
stucchevole. Non ricordo il nome in polacco |
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Il ristorante
Gessler
sul Rynek di
Varsavia |
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