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Data:
14 luglio |
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Luogo:
Varsavia |
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il nostro itinerario con
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Oggi
abbiamo mangiato:
Delicja Polska
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Zuppa salsicce e uova sode (Zurek)
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Zuppa con funghi e panna (Borowikowa)
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Pierogi con ciccioli di lardo (Pierogi)

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Carne di maiale condita con mele e prugne caramellate
accompagnato con dei gnocchetti di semola serviti su una
cialda di formaggio (abbreviazione Poledw. Wieprz.)

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Dove
abbiamo dormito:
Hotel
MERCURE Fryderyk Chopin |
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Link
utili:
www.polonia.it
www.intercity.com.pl/en/main |
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Del
nostro viaggio ha parlato un giornale locale,
leggi l'articolo...

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Varsavia:
La
Strada Reale
Oggi
restiamo a dormire un po' più a lungo del solito: la maratona di
ieri ci ha disintegrati.
Dopo
una bella doccia ed una colazione massiccia, riprendendo la strada
verso la città vecchia, non riusciamo a non fermarci di nuovo al
mercato, oggi molto più grande, con fiori, frutta, verdura ed ogni
ben di Dio.
Procedendo
lungo la via Senatorska, abbastanza inconsapevolmente, ci imbattiamo
nei Giardini Sassoni, magnifici, con alberi secolari immensi. Questo
è uno dei tanti polmoni verdi di cui Varsavia è ricca e per i
quali è giustamente famosa. Appena fuori i giardini, su una piazza
moderna, ma
costruita sui resti dell'antico Palazzo Saski, si erge la tomba del
milite ignoto,
dedicata ai caduti nella lotta per l'indipendenza della Polonia mai
identificati.
Su
questa piazza si affacciano edifici piuttosto brutti che ricordano
l'era comunista.
Visitata
la piazza del Gran Teatro e ripresa la via dei Senatori (Senatorska),
siamo arrivati alla piazza del Palazzo Reale, da cui abbiamo
intrapreso la famosa Strada Reale, che collega il castello con le
varie residenze reali di Varsavia. È lunga 4 chilometri, molto
elegante in quanto qui risiedevano gli aristocratici polacchi. Oggi
vi si trovano la residenza del Presidente
della Repubblica e gli edifici dell'Università.
La
via comincia con la chiesa di Sant'Anna, sul cui campanile siamo
saliti ieri sera e sotto la quale si estende un bel quartiere,
elegante e tranquillo, dove i turisti non arrivano (probabilmente
perché bisogna fare una lunga discesa e poi risalire...).
La
zona universitaria è molto carina, con eleganti palazzi che si
affacciano sui lunghi vialoni pedonali zeppi di localini. L'attuale
sede del Rettorato è la casa natale di Chopin, il cui cuore è
conservato nella vicina chiesa di Santa
Croce. All'ingresso di questa chiesa, il Cristo che porta la croce
è il simbolo
di una Varsavia Martire.
La
statua di Copernico chiude la zona universitaria ed apre
simbolicamente la via del Mondo Nuovo (Nowy Swiat). Questa, devo
dire, è la via che preferisco: ampia, spaziosa, elegante, piena di
vita. Ad uno dei tanti localini ci fermiamo per un breve pranzo ed
è bellissimo stare qui a scrivere, prendere il sole (miracolo!) ed
osservare il passaggio. Passano persino degli sposi in bicicletta,
attorniati da un corteo, pure in bicicletta, che regge palloncini
bianchi. Che pace!
Ebbene
sì, seppure molto grande Varsavia è una città tranquilla,
silenziosa e piena di oasi verdi; la gente è sempre cordiale e
disponibile. Ci piace molto!
Dopo
esserci rifocillati, riprendiamo il cammino della Strada Reale e,
nell'attraversare questo grande vialone ottocentesco, arriviamo alla
bruttissima piazza Charles de Gaulle, dove si affaccia un grigio
edificio che un tempo era la sede del Partito Comunista Polacco. Al
centro, un artista locale ha voluto simbolicamente collocare una
palma finta, di cui, al momento, ci sfugge il senso e anche la
bellezza.
Da
questa piazza si raggiunge il Museo Nazionale che, visto da fuori,
è assai brutto
(un altro palazzone dell'era comunista) ma che, all'interno,
contiene dei veri e propri tesori dell'arte polacca. Noi, lo
confessiamo, entriamo semplicemente perché oggi è
sabato e l'ingresso è gratuito. In realtà, vale proprio la pena
entrare: al piano terreno vi sono sculture in legno
e dipinti di epoca medievale dalla bellezza sorprendente. Al 1°
piano tantissimi quadri, alcuni molto grandi e molto belli, tra cui
la "Battaglia di Grunwald" di Matejko, famoso pittore
polacco dell'Ottocento. Il museo è immenso e non basterebbe un
giorno intero per visitarlo tutto, ma per noi il problema non
sussiste: alle 16 chiude e le custodi, molto gentilmente, ci fanno
capire che è ora di uscire.
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