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Imbarcati
a Perugia alle 6:30, siamo arrivati a Milano alle 7:40. Seduti vicino al
finestrino, di panorama ne abbiamo visto ben poco, a causa delle nuvole.
Alle 10:00 siamo ripartiti per Praga con un aereo della compagnia ceca.
Fortunatamente, siamo riusciti ad evitare lo sciopero. Dall’aereo,
nonostante il tempo nuvoloso, siamo riusciti a vedere Praga con i suoi
innumerevoli ponti sulla Moldava. Come sempre, l’arrivo è stato un
po’ traumatico, anche perché qui sono in pochi a parlare l’inglese.
Dopo
varie peripezie per telefonare, in taxi abbiamo raggiunto l’hotel dove
alloggeremo: l’Ibis. Una volta sistemato il bagaglio, siamo usciti per
visitare il centro della città, che abbiamo raggiunto con la
metropolitana. Per
primo, abbiamo percorso il Ponte Carlo (Karluv Most), il quale collega la
città vecchia (Staré Mèsto) al quartiere piccolo (Malà Strana).
Abbiamo subito capito che Praga è una città molto romantica,
dominata da costruzioni in stile gotico e barocco. L’unica cosa che non
mi piace è la lingua, davvero incomprensibile. Il Ponte Carlo, che
attraversa il fiume Moldava, è veramente bello, ornato ai lati da
gigantesche statue di santi. Purtroppo, è quasi sempre zeppo di turisti.
Caratteristica, qui, è la presenza di ritrattisti, venditori e suonatori
ambulanti. Alle due estremità, il ponte è delimitato da torri. Oltre
quella della città vecchia, c’è una bellissima statua bronzea di re
Carlo IV, colui che più di tutti, nel trecento, si dedicò
all’unificazione e all’abbellimento della città.
Giunti
a Malà Strana, abbiamo girato un po’ per il quartiere, per poi pranzare
in un localino molto romantico, assaporando cibi rigorosamente cechi. La
cucina qui, è un po’ pesante, ma molto buona. La carne è il piatto
forte. Finito di mangiare, verso le 16:00, abbiamo passeggiato lungo la
via Nerudova. Qui, anziché i numeri civici, per contraddistinguere le
case venivano usati dei simboli o dei dipinti posti sopra ogni portone.
Le
vie di Praga sono zeppe di piccolissimi negozi che espongono marionette e
cristalli di Boemia, caratteristici dell’artigianato locale.
Passeggiando,
passeggiando, siamo arrivati alla Kampa, una specie di isola situata sotto
il Ponte Carlo. Qui, non abbiamo fatto a tempo a sederci su una panchina,
che Fabio si è addormentato, mentre io mi sono messa a studiare la
giuda!!
Una
volta svegliatosi il mio maritino e terminato il giro per vedere il mulino
dell’isola, abbiamo di nuovo attraversato il Ponte Carlo, dirigendoci
verso la piazza della Città Vecchia. Durante il percorso, però, ha
cominciato a piovere. Qui, infatti, il tempo è molto strano: si passa dal
sole alla pioggia con estrema facilità. Ma niente ci ha impedito di
arrivare in piazza mentre l’orologio astronomico suonava le 19:00, anche
se non siamo riusciti a vederlo. Comunque è vero che questa è una delle
piazze più belle del mondo. Abbiamo deciso che ci torneremo dopo domani,
per visitarla con calma.
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