Praga e Vienna

dal 24 luglio al 3 agosto 2000

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26 luglio, la città vecchia (Staré Mešto) e la città ebraica 

 

Dopo una sontuosa colazione, siamo andati in piazza della Città Vecchia. Qui ci sono palazzi maestosi, la bellissima chiesa gotica di Nostra Signora di Tyn, i cui campanili sono alti 80 metri, e il palazzo comunale, la cui torre è ornata dallo stupendo orologio astronomico, del XV secolo. Questo si attiva ogni ora, quando le statue che le ornano si animano e dalle due finestrelle compaiono i dodici apostoli. Noi abbiamo potuto vederle anche dall’interno della torre; abbiamo osservato anche gli ingranaggi che muovono, con un meccanismo molto complicato, l’orologio e gli permettono di funzionare. Siamo anche saliti in cima alla torre e ci siamo goduti un panorama spettacolare. Al centro della piazza c’è un complesso monumentale che celebra il riformatore Jan Huss, costruita nel 1923. Sempre all’interno di questa torre, abbiamo visto una sala con un lungo tavolo e dei ritratti ed una specie di cappella con delle vetrate colorate.

Usciti dalla torre, utilizzando la Matilda Card, abbiamo visitato due mostre, una peggio dell’altra, allestite all’interno di due bei palazzi della piazza. Una, nella case della Campana di Pietra, riguardava le opere di una pittrice un po’ fallomane; l’altra era incentrata sugli alieni e la morte. Le mostre erano orrende, però valeva la pena entrare in quei palazzi.

Così come valeva la pena visitare la splendida chiesa barocca di San Nicola, anch’essa ornamento di questa magnifica piazza.

Successivamente, ci siamo immersi in una viuzza situata tra la casa dalla Campana di Pietra e la chiesa di Tyn e siamo giunti ad un’altra chiesa barocca, quella di San Giacomo.

Dopo aver girovagato un altro po’ per i vicoli intorno alla piazza, sotto ad una pioggerellina battente, ci siamo diretti verso la torre delle polveri di Staré Mešto, che segnava il confine di questa zona. Proseguendo, abbiamo raggiunto il convento di Sant’Agnese. Purtroppo, abbiamo potuto ammirarlo solo esternamente, perché chiuso per restauri. Ci siamo rimasti malissimo, anche perché questo posto è un po’ lontano dal centro e per raggiungerlo abbiamo fatto parecchia strada.

Superato lo sconforto, siamo andati a Josefov, la città ebraica.

Qui la tristezza ha ceduto il passo alla rabbia, poiché ci hanno costretti ad acquistare un biglietto cumulativo per visitare tutte la varie sinagoghe e musei (ad un prezzo salatissimo), mentre noi volevamo visitare solo una sinagoga e l’antico cimitero. La sinagoga vecchia-nuova è, tra tutte, la più suggestiva: al centro, all’interno di un recinto, c’è una specie di altare (non lo è) con sopra uno stendardo. Intorno ci sono nicchie di legno per sedersi e, al centro, la Torah, uno “stendardo” ornato e molto bello. I muri, spogli, sono ornati da scritte in ebraico. Questa lingua, per noi incomprensibile, si scrive da destra a sinistra. In un’altra sinagoga i muri riportano, fittissimi, i nomi e le date di nascita e di morte di 70.000 ebrei sterminati nei lager nazisti: davvero impressionante. La sinagoga spagnola, in legno pregiato in stile moresco, è quella che più ha colpito il nostro senso estetico, mentre l’antico cimitero , con le lapidi ammassate una sopra l’altra, ha in se qualcosa di mistico che porta tutti a stare in silenzio. Durante questo tour, Fabio ha dovuto indossare il Kippar, il mitico copricapo ebreo. Le mostre, infine, presentavano le varie ricchezze, in oro, argento e ricami, della comunità ebraica e, cosa che ancora oggi impressiona, i disegni e le foto dei bambini rinchiusi nei lager.

Terminato questo tour mistico, siamo tornati a Staré Mešto e, imboccata la via Karlova, ci siamo fermati a mangiare in un localino. Dopo cena, attraversato il Ponte Carlo (che non possiamo non frequentare almeno una volta al giorno), ci siamo fatti una romantica gita in battello sulla Moldova. A parte il freddo, ci siamo goduti un bellissimo panorama.

Al ritorno era già notte, così abbiamo potuto ammirare il Ponte Carlo, il castello e la piazza vecchia illuminati. Ne valeva davvero la pena! Le luci dominanti sono gialle; solo il castello e la chiesa di Tyn sono illuminati in bianco. Inoltre, la luce e molto soffusa e per niente aggressiva.

Piazza della Città Vecchia
Nostra Signora di Tyn

San Nicola

La statua di Jan Huss

La torre civica

La casa della campana di pietra

L'orologio astronomico
Panorami dalla torre civica

Nostra Signora di Tyn

La Statua di Jan Huss

La chiesa di San Nicola

  La torre delle polveri

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La sinagoga Vecchia-Nuova

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La Kampa vista dal Ponte Carlo

La città vista dalla Moldova

 

Consigli per i viaggiatori:

Una città molto carina da visitare in Repubblica Ceca è Olomouc. Clicca qui per una visita...

 

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