Praga e Vienna

dal 24 luglio al 3 agosto 2000

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29 luglio, da Praga a Vienna

 

Oggi la giornata è stata alquanto deleteria. Ci siamo svegliati alle 6, in modo da riuscire a prendere il treno delle 8:37 per Vienna. Ci riusciamo, sennonché, esso comincia ad accumulare ritardi su ritardi. In pratica, arriviamo a Breclav, dove avremmo dovuto prendere la coincidenza, alle 12:45, con ben 50 minuti di ritardo. Inutile dire che l’altro treno non ci ha aspettati. Come se non bastasse ci siamo ritrovati in una stazione dove nessuno parlava o capiva una sola parola che non fosse ceco! È stata una vera odissea. Alla fine, siamo riusciti a capire che dovevamo aspettare il prossimo treno per Vienna, delle ore 14:03. Pazienza, ci diciamo, quando poi veniamo a sapere che anche questo treno viaggia con mezz’ora di ritardo! Morale della favola: dovevamo essere a Vienna nord, vicino all’albergo, per le 13:30, siamo arrivati, stanchi e nervosi, alle 16 a Vienna sud!! Per concludere, abbiamo preso un trenino locale per giungere alla stazione di Vienna all’albergo, ma abbiamo impiegato un ora per capire come funzionano le macchinette per fare i biglietti. Le istruzioni sono solo in tedesco!! Insomma, siamo arrivati in albergo alle 17:30!

Una giornata persa se non fosse che l’hotel si trova tra il Pater e il centro. Così, a piedi, siamo andati ai “baracconi” giganti, abbiamo passeggiato un po’ tra le giostre e ci siamo fatti un giro sulla ruota panoramica. Abbiamo visto Vienna di notte, ma, sinceramente, non ci ho capito granché. Fabio, poi, è rimasto quasi sempre incollato al sedile, in preda alle vertigini.

La ruota, situata all’inizio del Pater, è circondata da giostre di tutti i tipi: si va dalle classiche montagne russe a giochi più pericolosi, come una palla (con dentro due persone) legata a due elastici e lanciata in alto a tutta velocità. Ci sono anche torri dalle quali la gente si tuffa legata ad elastici, giostre per bambini con cavalli veri e chi più ne ha più ne metta. Il tutto condito con bancarelle, fast food e ristoranti per tutti i gusti. Noi ci siamo mangiati un langos, un frittellone enorme con aglio spalmato sopra. Buono, ma un po’ pesante.

 

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