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Dopo
una colazione ancora più ricca (se è possibile) di quella praghese, in
albergo abbiamo acquistato la Vienna Card (qui, per fortuna, la conoscono
tutti) e poi ci siamo diretti verso la metropolitana: destinazione la
Cattedrale di Santo Stefano.
Questa
è bellissima, alta ed imponente, in uno stile gotico un po’
rimaneggiato nel corso dei secoli (come, del resto, tutte le costruzioni
sia viennesi che praghesi). In attesa che terminasse la messa, siamo
saliti sulla torre sud. Ci siamo fatti 343 strettissimi scalini, ma il
panorama era bellissimo. Peccato le impalcature, che ci hanno impedito di
godere appieno dello spettacolo.
Una
volta ridiscesi dalla torre, siamo entrati all’interno della cattedrale
(nel frattempo la messa era terminata). Se da fuori è bellissima,
internamente è stupefacente. Peccato che una delle navate è in restauro.
Comunque, i vari altari, i tre cori, la tomba dell’imperatore
Ferdinando, le splendide vetrate, il maestoso altare centrale, le guglie,
gli archi a sesto acuto, insomma, tutto è stupefacente. Ci abbiamo
trascorso due ore!
Quando
ci siamo accorti che era tardi, siamo usciti e ci siamo diretti verso il
Graben, una via/piazza commerciale molto bella. Qui, abbiamo visitato la
stupefacente chiesa barocca di San Pietro e poi siamo andati all’Anker,
dove c’è un orologio, costruito nel 1903, che a mezzogiorno suona e
mostra tutti i personaggi che segnano le varie ore. Noi abbiamo atteso le
dodici lì davanti e, al suono della musica classica, abbiamo visto
sfilare l’imperatrice Maria Teresa, il compositore Hayden,
l’imperatore Augusto, Carlo Magno e altri otto protagonisti della storia
viennese.
Al
termine dello spettacolo ci siamo diretti verso il palazzo imperiale, che
abbiamo inaspettatamente raggiunto dal “retro” e che, in un primo
momento, non abbiamo riconosciuto. Una volta resici conto di cotanta
dimora, per prima cosa siamo entrati nella chiesa antistante di San
Michele, che anticamente era la cappella di corte. Inutile dire della sua
magnificenza. Successivamente, siamo entrati nel cortile del palazzo
imperiale e, da lì, ci siamo recati a visitare una mostra sulle
argenterie e le porcellane di corte, accumulate in più di seicento anni
di storia. Roba da non credere, per la profusione di oro, argento,
porcellane pregiate e ricchezze incommensurabili. Per fare un esempio, il
set da viaggio dell’imperatrice Elisabetta è dieci volte più grande di
tutte le mie stoviglie messe assieme!
Dopo
questo lungo e interminabile viaggio (avremo visitato una decina di
stanze), siamo finalmente entrati negli appartamenti imperiali. Tenendo
conto che ogni stanza è grande quanto casa nostra, tra le altre abbiamo
visto lo studio e la camera da letto di Francesco Giuseppe, la sala delle
udienze, la camera e la toeletta di Sissi (con gli attrezzi per fare
ginnastica) e la sala da pranzo con tanto di tavola apparecchiata.
Soltanto i candelabri e i centrotavola d’oro avrebbero occupato tutto il
mio salotto! La cosa più bella che ho visto sono i ritratti, a grandezza
naturale, di Sissi e di Francesco Giuseppe. Mi è piaciuto moltissimo, così
come la statua di cera, sempre a grandezza naturale, dell’imperatrice.
Era piccolissima e magrissima! Stupendi, anche, i tesori imperiali che
abbiamo visto subito dopo, chiusi in un cavò blindatissimo. E ci credo:
ci sono scettri e corone tempestate di diamanti, perle e altre pietre
preziose, bellissimi manti e abiti regali, reliquiari e preziosi oggetti
sacri. Vorrei vedere che al posto delle porte non ci fossero le
casseforti!! Addirittura, vi sono custodite delle corone risalenti al
Medioevo.
Dopo
questo spettacolo, vedere il museo dei cavalli lipizzani (una razza
“creata” dagli Asburgo, in grado di fare acrobazie) è stato
rilassante. Una volta usciti, ci siamo diretti nei vari cortili della
Hofburg, fino a raggiungere il maestoso (è proprio il caso di dirlo)
ingresso principale. Qui, negli immensi giardini, ci sono due statue in
bronzo che raffigurano due principi a cavallo, nonché l’imponente
biblioteca nazionale.
Più
oltre, c’è piazza Maria Teresa, che trae il nome dalla statua posta
proprio lì. Qui ci sono due edifici identici, posti uno di fronte
all’altro: il museo di belle arti e quello di storia naturale.
Da
qui, a caso, ci siamo diretti verso un edificio di cui vedevamo solo il
lunghissimo e ornatissimo tetto, che ci ha incuriosito: si trattava del
palazzo del Parlamento. Successivamente, sempre passeggiando, abbiamo
raggiunto l’edificio neogotico del Municipio, di fronte al quale c’è
il Teatro Nazionale. Sulla piazza che separa i due palazzi sono allestiti
vari stand culinari, uno per ogni nazione. Inutile specificare che
abbiamo preso due piatti tipici nello stand austriaco: Fabio degli
gnocchetti fritti nel lardo con verdure, io un mix di manzo e maiale con
patate e pasta. Non c’è che dire: gli austriaci mangiano un po’
pesantoccio! Nonostante la pioggia (tanto per cambiare) gli austriaci
erano tutti seduti ai tavoli, a mangiare sotto gli ombrelloni. Noi li
abbiamo imitati. Anzi, Fabio, per immedesimarsi ancora meglio, si è
scolato due birre, per un totale di mezzo litro!!
Poi,
un po’ ubriachi, ci siamo diretti verso la neogotica chiesa votiva.
Durante il tragitto, abbiamo incontrato l’imponente palazzo
neorinascimentale dell’Università.
Infine
siamo tornati indietro, per visitare gli splendidi giardini imperiali.
Qui, oltre ad una infinita varietà di rose, abbiamo visto la bella statua
di Sissi. Successivamente abbiamo passeggiato per le vie del centro, piene
di artisti e suonatori ambulanti.
Giunti
al teatro dell’Opera, abbiamo ripreso la metropolitana, per rientrare in
albergo stanchi morti e molto infreddoliti (qui sembra inverno).
Una
nota che vorrei sottolineare è che questa città non è poi così pulita
come si dice. Infatti, le numerose carrozze che attraversano il centro
sono, sì, molto pittoresche, ma i cavalli che le trainano lasciano delle
pietanze un po’ puzzolenti. Io stessa, per guardare in alto, ho pistato
una cacca di cane. C’è da dire, invece, che qui la vita è molto cara.
Per esempio, con la Vienna Card, costata ben 210 scellini a testa,
possiamo usare “gratuitamente” i mezzi di trasporto, ma per visitare
qualsiasi museo bisogna pagare molto, anche se usufruiamo dello
“sconto”. Non solo, ma nel palazzo imperiale di musei e di mostre ne
hanno create un’infinità, ciascuna indipendente dall’altra, tutte
irrinunciabili e costosissime. Morale della favola: siamo arrivati a
Vienna con 2000 scellini, ce ne sono rimasti meno di 800!!
Un’altra
annotazione da fare è una certa antipatia che ho riscontrato da parte dei
viennesi, i quali mettono indicazioni e spiegazioni, necessarie ai
turisti, solo in tedesco. Gli unici posti dotati di “spiegazioni” in
tutte le lingue sono le casse, dove bisogna pagare. Gli stessi viennesi,
se tu gli parli in inglese, ti rispondono in tedesco. Roba da matti!! |
Panorami su Vienna dalla torre
sud della cattedrale di Santo Stefano |