Praga e Vienna

dal 24 luglio al 3 agosto 2000

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30 luglio, Santo Stefano, Graben e Hofburg

 

Dopo una colazione ancora più ricca (se è possibile) di quella praghese, in albergo abbiamo acquistato la Vienna Card (qui, per fortuna, la conoscono tutti) e poi ci siamo diretti verso la metropolitana: destinazione la Cattedrale di Santo Stefano.

Questa è bellissima, alta ed imponente, in uno stile gotico un po’ rimaneggiato nel corso dei secoli (come, del resto, tutte le costruzioni sia viennesi che praghesi). In attesa che terminasse la messa, siamo saliti sulla torre sud. Ci siamo fatti 343 strettissimi scalini, ma il panorama era bellissimo. Peccato le impalcature, che ci hanno impedito di godere appieno dello spettacolo.

Una volta ridiscesi dalla torre, siamo entrati all’interno della cattedrale (nel frattempo la messa era terminata). Se da fuori è bellissima, internamente è stupefacente. Peccato che una delle navate è in restauro. Comunque, i vari altari, i tre cori, la tomba dell’imperatore Ferdinando, le splendide vetrate, il maestoso altare centrale, le guglie, gli archi a sesto acuto, insomma, tutto è stupefacente. Ci abbiamo trascorso due ore!

Quando ci siamo accorti che era tardi, siamo usciti e ci siamo diretti verso il Graben, una via/piazza commerciale molto bella. Qui, abbiamo visitato la stupefacente chiesa barocca di San Pietro e poi siamo andati all’Anker, dove c’è un orologio, costruito nel 1903, che a mezzogiorno suona e mostra tutti i personaggi che segnano le varie ore. Noi abbiamo atteso le dodici lì davanti e, al suono della musica classica, abbiamo visto sfilare l’imperatrice Maria Teresa, il compositore Hayden, l’imperatore Augusto, Carlo Magno e altri otto protagonisti della storia viennese.

Al termine dello spettacolo ci siamo diretti verso il palazzo imperiale, che abbiamo inaspettatamente raggiunto dal “retro” e che, in un primo momento, non abbiamo riconosciuto. Una volta resici conto di cotanta dimora, per prima cosa siamo entrati nella chiesa antistante di San Michele, che anticamente era la cappella di corte. Inutile dire della sua magnificenza. Successivamente, siamo entrati nel cortile del palazzo imperiale e, da lì, ci siamo recati a visitare una mostra sulle argenterie e le porcellane di corte, accumulate in più di seicento anni di storia. Roba da non credere, per la profusione di oro, argento, porcellane pregiate e ricchezze incommensurabili. Per fare un esempio, il set da viaggio dell’imperatrice Elisabetta è dieci volte più grande di tutte le mie stoviglie messe assieme!

Dopo questo lungo e interminabile viaggio (avremo visitato una decina di stanze), siamo finalmente entrati negli appartamenti imperiali. Tenendo conto che ogni stanza è grande quanto casa nostra, tra le altre abbiamo visto lo studio e la camera da letto di Francesco Giuseppe, la sala delle udienze, la camera e la toeletta di Sissi (con gli attrezzi per fare ginnastica) e la sala da pranzo con tanto di tavola apparecchiata. Soltanto i candelabri e i centrotavola d’oro avrebbero occupato tutto il mio salotto! La cosa più bella che ho visto sono i ritratti, a grandezza naturale, di Sissi e di Francesco Giuseppe. Mi è piaciuto moltissimo, così come la statua di cera, sempre a grandezza naturale, dell’imperatrice. Era piccolissima e magrissima! Stupendi, anche, i tesori imperiali che abbiamo visto subito dopo, chiusi in un cavò blindatissimo. E ci credo: ci sono scettri e corone tempestate di diamanti, perle e altre pietre preziose, bellissimi manti e abiti regali, reliquiari e preziosi oggetti sacri. Vorrei vedere che al posto delle porte non ci fossero le casseforti!! Addirittura, vi sono custodite delle corone risalenti al Medioevo.

Dopo questo spettacolo, vedere il museo dei cavalli lipizzani (una razza “creata” dagli Asburgo, in grado di fare acrobazie) è stato rilassante. Una volta usciti, ci siamo diretti nei vari cortili della Hofburg, fino a raggiungere il maestoso (è proprio il caso di dirlo) ingresso principale. Qui, negli immensi giardini, ci sono due statue in bronzo che raffigurano due principi a cavallo, nonché l’imponente biblioteca nazionale.

Più oltre, c’è piazza Maria Teresa, che trae il nome dalla statua posta proprio lì. Qui ci sono due edifici identici, posti uno di fronte all’altro: il museo di belle arti e quello di storia naturale.

Da qui, a caso, ci siamo diretti verso un edificio di cui vedevamo solo il lunghissimo e ornatissimo tetto, che ci ha incuriosito: si trattava del palazzo del Parlamento. Successivamente, sempre passeggiando, abbiamo raggiunto l’edificio neogotico del Municipio, di fronte al quale c’è il Teatro Nazionale. Sulla piazza che separa i due palazzi sono allestiti vari stand culinari, uno per ogni nazione. Inutile specificare che abbiamo preso due piatti tipici nello stand austriaco: Fabio degli gnocchetti fritti nel lardo con verdure, io un mix di manzo e maiale con patate e pasta. Non c’è che dire: gli austriaci mangiano un po’ pesantoccio! Nonostante la pioggia (tanto per cambiare) gli austriaci erano tutti seduti ai tavoli, a mangiare sotto gli ombrelloni. Noi li abbiamo imitati. Anzi, Fabio, per immedesimarsi ancora meglio, si è scolato due birre, per un totale di mezzo litro!!

Poi, un po’ ubriachi, ci siamo diretti verso la neogotica chiesa votiva. Durante il tragitto, abbiamo incontrato l’imponente palazzo neorinascimentale dell’Università.

Infine siamo tornati indietro, per visitare gli splendidi giardini imperiali. Qui, oltre ad una infinita varietà di rose, abbiamo visto la bella statua di Sissi. Successivamente abbiamo passeggiato per le vie del centro, piene di artisti e suonatori ambulanti.

Giunti al teatro dell’Opera, abbiamo ripreso la metropolitana, per rientrare in albergo stanchi morti e molto infreddoliti (qui sembra inverno).

Una nota che vorrei sottolineare è che questa città non è poi così pulita come si dice. Infatti, le numerose carrozze che attraversano il centro sono, sì, molto pittoresche, ma i cavalli che le trainano lasciano delle pietanze un po’ puzzolenti. Io stessa, per guardare in alto, ho pistato una cacca di cane. C’è da dire, invece, che qui la vita è molto cara. Per esempio, con la Vienna Card, costata ben 210 scellini a testa, possiamo usare “gratuitamente” i mezzi di trasporto, ma per visitare qualsiasi museo bisogna pagare molto, anche se usufruiamo dello “sconto”. Non solo, ma nel palazzo imperiale di musei e di mostre ne hanno create un’infinità, ciascuna indipendente dall’altra, tutte irrinunciabili e costosissime. Morale della favola: siamo arrivati a Vienna con 2000 scellini, ce ne sono rimasti meno di 800!!

Un’altra annotazione da fare è una certa antipatia che ho riscontrato da parte dei viennesi, i quali mettono indicazioni e spiegazioni, necessarie ai turisti, solo in tedesco. Gli unici posti dotati di “spiegazioni” in tutte le lingue sono le casse, dove bisogna pagare. Gli stessi viennesi, se tu gli parli in inglese, ti rispondono in tedesco. Roba da matti!!

Panorami su Vienna dalla torre sud della cattedrale di Santo Stefano
La magnifica cattedrale di Santo Stefano

L'orologiodell'Anker

Il Graben

il Palazzo Imperiale, Hofburg

Piazza Maria Teresa

Il palazzo del Parlamento

Rathaus platz, la piazza del Municipio
I giardini imperiali

 

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