Stoccolma

30 dicembre 2003 - L'andata

 

Oggi, vigilia di San Silvestro, giornata veramente campale, per non dire terrificante. Alle 09:10 partiamo da casa e, dopo aver affrontato un buon traffico, alle 11:45 siamo di fronte al "Welcome Desk" della Giver Viaggi, dove l'operatore ci fornisce i voucher e i biglietti aerei.

Con questi andiamo a fare check-in ma ... SORPRESA!: non siamo sulla lista delle prenotazioni! Ci dicono di aspettare fino alle 13, ora in cui, se due dei passeggeri previsti non si dovessero presentare, potremmo prendere il loro posto, ... “Altrimenti vi dirotteremo su un volo Lufthansa ... non vi preoccupate che entro stasera sarete sicuramente a Stoccolma”!!! Non vi preoccupate !?!?!? Siamo FURENTI, altroché! Dopo una veloce tappa alla toilette torniamo al "Welcom Desk" della Giver, dove l'operatore prima ci guarda attonito, poi cerca di dare a noi la colpa perché siamo arrivati in ritardo (e non era vero) e alla fine capisce, ebbene sì, che siamo stati vittime dell'over booking!

Subito corre con noi al banco del check-in dove l'operator, che nel frattempo ci ha messi in lista di attesa, ci dice di stare tranquilli che al 90% riusciamo a prendere il nostro volo. Mah... Dopo un lungo colloquio tra l'operatore della Giver e quello della SAS cosa scopriamo?!? che non siamo prenotati nemmeno per il ritorno! Roba da matti!!!

Insomma alla fine riusciamo a partire col nostro volo SAS delle 13:30 perché due persone non si sono presentate, ma non sappiamo se da Stoccolma ci faranno tornare in Italia...

E non parliamo del volo! Turbolenze e vuoti d'aria ci hanno ridotti (specialmente Fabio) come due stracci.

Come se non bastasse, a noi che eravamo digiuni ci hanno servito un misero pranzo alle 14:45, mentre sul secondo volo da Copenaghen a Stoccolma, niente!Praticamente siamo arrivati in albergo distrutti e affamati, ma, ahime, colmo dei colmi, abbiamo trovato aperto solo un McDonald's! Ma la fame era troppa! Comunque, la ricerca di cibo ci ha spinti ad uscire e ad accorgerci di quanto sia magica questa città di notte, quasi deserta, ma completamente illuminata a festa. Non c'è finestra che non esponga un piccolo candelabro di luci.

 

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