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Rientriamo
nell’ansa dell’Adige attraversando l'antichissimo Ponte
Pietra, costruito nel I secolo d.C.; ripetutamente rimaneggiato
dal XIII al XVI secolo.
Passando
per vie lungo l’Adige, ci accorgiamo che in epoca non tanto
remota, il livello del fiume raggiunse i due metri di altezza e
che questa parte della città è costruita su rovine romane. Pausa
pranzo. Per modo di dire. Compriamo pizza al taglio (non male) e
via.
La
meta successiva è la Chiesa di Sant’Anastasia, maestosa ed
imponente. È il più rilevante monumento gotico di Verona. Anche
qui forze dell’ordine. In effetti la chiesa è posta in
prossimità di uno dei più importanti alberghi della città che,
sicuramente, sta ospitando qualcuno dei Ministri dell’Unione
Europea. Entriamo e, come in tutte le chiese gotiche, la prima
sensazione è quella di sentirsi esseri minuscoli di fronte ad
un'opera tanto imponente. Anche qui, manco a dirlo, troviamo tanti
capolavori d'arte tra i quali spicca l’affresco "San
Giorgio libera la principessa dal drago" del Pisanello.
Spicca per modo di dire, in quanto non è facile individuarlo. Io
mi arrendo subito, ma Cinzia, ostinata qual'è, dopo diversi
tentativi lo trova.
A
fianco di questa sorge la chiesetta di San Giorgetto, graziosa
costruzione in cotto al cui interno sono conservati
dipinti del XIV secolo. Da vedere, tanto più che l’ingresso è
gratuito. |
Il ponte romano |